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24 giugno 2009

CARLO MARIA CIPOLLA-IL GRAFICO DELLA STUPIDITA'

Ricordate il Carlo Maria Cipolla pensiero? Grande. Sempre più aderente ai tempi stupidi nei quali ci è dato vivere. 
                                       Il grafico della stupidità

Carlo Maria Cipolla (1922 - 2000) fu uno storico italiano, specializzato nella storia dell'economia.

Egli approfondì il tema della stupidità umana formulando la famosa teoria della stupidità, enunciata nel suo arguto libello del 1988 dal titolo "Allegro ma non troppo", Il Mulino, 1988.

Ecco il grafico.

Grafico stupidità

Lo schema permette di dividere le persone in quattro categorie, secondo l’effetto del loro comportamento.

  • L’asse x rappresenta il vantaggio (o svantaggio) che una persona ottiene dalle proprie azioni.

  • L’asse y rappresenta il beneficio (o danno) causato ad altri dalle azioni di quella persona.

Le quattro categorie sono:

  • Intelligenti (il loro comportamento causa vantaggio per sé e benefici per gli altri)

  • Sprovveduti (il loro comportamento causa danno per sé e benefici per gli altri)

  • Banditi (il loro comportamento causa vantaggio per sé e danni per gli altri)

  • Stupidi (il loro comportamento causa danno per sé e danni per gli altri)

Nello stesso libro si trovano le cinque leggi fondamentali della stupidità:

  • Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

  • La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.

  • Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.

  • Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.

  • La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Sempre utilizzando il grafico, si possono sviluppare varie combinazioni, come banditi intelligenti o stupidi, secondo il rapporto beneficio-danno. Ma questa è un'altra storia...

Grafico stupidità

 

Data creazione: febbraio 2007

Ultimo aggiornamento: febbraio 2007

 

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16 aprile 2009

OMS-LE ABILITA' PER LA VITA ( OVVERO, COME TENTARE DI ESSERE UN PO' MENO STUPIDI)

 

LIFE SKILLS EDUCATION IN SCHOOLS
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (1993)


 

 

Sono l'insieme di abilità personali e relazionali che servono per governare i rapporti con il resto del mondo e per affrontare positivamente la vita quotidiana, "competenze sociali e relazionali che permettono ai ragazzi di affrontare in modo efficace le esigenze della vita quotidiana, rapportandosi con fiducia a se stessi, agli altri e alla comunità", abilità e competenze "che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. La mancanza di tali skills socio-emotive può causare, in particolare nei giovani, l'instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio in risposta agli stress".
Il "nucleo fondamentale" di life skill è costituito da:

01. Capacità di leggere dentro se stessi (Autocoscienza): conoscere se stessi, il proprio carattere, i propri bisogni e desideri, i propri punti deboli e i propri punti forti; è la condizione indispensabile per la gestione dello stress, la comunicazione efficace, le relazioni interpersonali positive e l'empatia;

02. Capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri (Gestione delle emozioni): "essere consapevoli di come le emozioni influenzano il comportamento" in modo da "riuscire a gestirle in modo appropriato"e a regolarle opportunamente;

03. Capacità di governare le tensioni (Gestione dello stress): saper conoscere e controllare le fonti di tensione "sia tramite cambiamenti nell'ambiente o nello stile di vita, sia tramite la capacità di rilassarsi";

04. Capacità di analizzare e valutare le situazioni (Senso critico): saper "analizzare informazioni ed esperienze in modo oggettivo, valutandone vantaggi e svantaggi, al fine di arrivare a una decisione più consapevole", riconoscendo e valutando "i diversi fattori che influenzano gli atteggiamenti e il comportamento, quali ad esempio le pressioni dei coetanei e l'influenza dei mass media";

05 Capacità di prendere decisioni (Decision making): saper decidere in modo consapevole e costruttivo "nelle diverse situazioni e contesti di vita"; saper elaborare "in modo attivo il processo decisionale può avere implicazioni positive sulla salute attraverso una valutazione delle diverse opzioni e delle conseguenze che esse implicano";

06 Capacità di risolvere problemi (Problem solving): saper affrontare e risolvere in modo costruttivo i diversi problemi che "se lasciati irrisolti, possono causare stress mentale e tensioni fisiche";

07 Capacità di affrontare in modo flessibile ogni genere di situazione (Creatività): saper trovare soluzioni e idee originali, competenza che "contribuisce sia al decision making che al problem solving, permettendo di esplorare le alternative possibili e le conseguenze delle diverse opzioni";

08 Capacità di esprimersi (Comunicazione efficace): sapersi esprimere in ogni situazione particolare sia a livello verbale che non verbale "in modo efficace e congruo alla propria cultura", dichiarando "opinioni e desideri, ma anche bisogni e sentimenti, ascoltando con attenzione gli altri per capirli, chiedendo, se necessario, aiuto;

09 Capacità di comprendere gli altri (Empatia): saper comprendere e ascoltare gli altri, immedesimandosi in loro "anche in situazioni non familiari", accettandoli e comprendendoli e migliorando le relazioni sociali "soprattutto nei confronti di diversità etniche e culturali";

10 Capacità di interagire e relazionarsi con gli altri in modo positivo (Skill per le relazioni interpersonali): sapersi mettere in relazione costruttiva con gli altri, "saper creare e mantenere relazioni significative" ma anche "essere in grado di interrompere le relazioni in modo costruttivo"


da Paola Marmocchi, Claudia Dall'Aglio e Michela Zannini, Educare le life skills. Come promuovere le abilità psico-sociali e affettive secondo l'organizzazione Mondiale della Sanità, Erickson, Trento 2004.



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16 aprile 2009

CARLO MARIA CIPOLLA-SECONDA PUNTATA-

Oh! sia chiaro: non appena tornata da scuola ho subito pensato a voi...Ah, dite che non ve ne può importar di meno? Ah sììì?!?! Va be', vado a piangere amaramente nell'angolino... :-((
Non prima, però, di avervi somministrato la seconda puntata di quel che sapete ih ih ih  :-))

Corollari alle 5 Leggi della Stupidità Umana.

Corollario: necessità di riconoscere la propria stupidità.

È ciò che sostanzialmente afferma Claudio Magris a commento della vicenda del disabile picchiato e umiliato a scuola in un istituto tecnico torinese:

« Al ginnasio, ad esempio, ho imparato, credo per sempre, il senso della giustizia e il disprezzo del male da un singolare insegnante di tedesco, discutibile nei metodi ma geniale nel farci capire le cose essenziali della vita. Anche nella nostra classe c'era, come in molte, la vittima...
Quel copione di violenza si ripeterà, in chissà quali forme e chissà quante volte, con attori sostanzialmente identici sotto le diverse maschere. Contro la stupidità, ha scritto Schiller, anche gli dei combattono invano. Forse perché siamo in tanti ad essere affetti da questa forma vile e violenta di stupidità;
un esercito straccione, una massa indistinta e anonima, che sarebbe problematico trattare con una terapia di gruppo. »

 

(Claudio Magris, dall'editoriale del Corriere della Sera del 19 novembre 2006

 

« La stupidità ha fatto progressi enormi. È un Sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è nemmeno più la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé. »

 

(Ennio Flaiano, dall'elzeviro del Corriere della Sera del 13 marzo 1969)

 

« Ogni cambiamento, anche agognatissimo, ha la sua malinconia, perché quel che si lascia è una parte di noi: bisogna morire a una vita per entrare in un'altra. »

 

(Anatole France)

 

« Le persone stupide ed egoiste pensano sempre a sé, e la conseguenza è negativa. Le persone sagge, invece, pensano agli altri, aiutandoli il più possibile, e la conseguenza è la felicità. »

 

(Dalai Lama)

Corollario: consapevolezza del problema da parte delle vittime della stupidità altrui tranne che da chi la promuove e manipola gli stupidi per acquisire e mantenere il potere.

 

« Uno stupido, un incosciente mi ha tolto il papà. Non ha avuto sensibilità per niente e mi ha spezzato il cuore. »

 

(Fabiana Raciti, 15 anni, figlia dell’ispettore capo Filippo Raciti ucciso a Catania il 2 febbraio 2007)

 

« Grazie ragazzi. Ora aiutatemi a cambiare le cose, ma dovete cambiare anche voi. »

 

(Marisa Grasso, vedova di Filippo Raciti.)

Corollario: possibile sbocco nella psicopatia.

 

« Quando nessuna risonanza emotiva avverte il nostro cuore della differenza tra una gesto innocuo e un gesto truce? Allora siamo alla psicopatia [...] Gli psicopatici sono un caso limite dell'umano, ma la psicopatia come tonalità dell'anima a bassa emotività e a scarso sentimento è qualcosa che si va diffondendo tra i giovani d'oggi, che nella loro crescita acquisiscono valori di intelligenza, prestazione, efficienza, arrivismo,quando non addirittura cinismo, nel silenzio del cuore.

E quando il cuore tace e più non registra le cadenze del sentimento, il terribile è già accaduto anche se non approda a una strage.

Illustrare questi casi è opportuno, non per sollecitare la nostra curiosità morbosa, ma per capire dove può arrivare la nostra condotta quando non è accompagnata dal sentimento, e quindi richiamare l'attenzione sui processi di crescita dei nostri figli, onde evitare che l'intelligenza si sviluppi disancorata dal sentimento e diventi intelligenza lucida, fredda, cinica, e potenzialmente distruttiva. »

 

(Umberto Galimberti, dall'editoriale "Quel patto di sangue" su Repubblica del 12 gennaio 2007 a commento dell'arresto dei presunti esecutori della strage di Erba del dicembre 2006)

Corollario: modus operandi.

 

« Come è implicito nella III Legge Fondamentale, una creatura stupida vi perseguiterà senza ragione, senza un piano preciso, nei tempi e nei luoghi più improbabili e impensabili. Non vi è alcun modo razionale per prevedere se, quando, come e perché, una creatura stupida porterà avanti il suo attacco. Di fronte a un individuo stupido, si è completamente alla sua mercé. »

 

(Carlo Maria Cipolla)

 

« Infine il disordine può essere l'arma dello stupido verso l'intelligente. Lo stupido pensa in modo disordinato, cambia argomento, si contraddice fino a produrre il caos nella mente dell'ascoltatore. La persona intelligente si logora nel tentativo di trovare una logica alle sue insensatezze. Ci sono donne che, in questo modo, si impongono a uomini più intelligenti di loro e lo stesso fanno col pubblico molti intellettuali fumosi, molti politici chiacchieroni. »

 

(Francesco Alberoni, dal Corriere della Sera del 6 novembre 2006)

Corollario: modus vivendi

 

« La persona intelligente sa di essere intelligente. Il bandito è cosciente di essere bandito. Lo sprovveduto è penosamente pervaso dal senso della propria sprovvedutezza. Al contrario di tutti questi personaggi, lo stupido non sa di essere stupido. Ciò contribuisce potentemente a dare maggiore forza, incidenza ed efficacia alla sua azione devastatrice. »

 

(Carlo Maria Cipolla)

 

« La stupidità è assenza di giudizio, ma assenza attiva, rumorosa, preponderante. Lo stupido è pieno di sé, compie gesti

irresponsabili con la certezza di essere efficace, forse perfino spiritoso. Si guarda intorno, ride delle proprie bravate è

contento, se qualcuno gli fa notare l'inopportunità di ciò che dice, reagisce pensando che siano stupidi gli altri. »

 

(Corrado Augias, su Repubblica del 3 marzo 2006)

 

« Parallelamente direi così: lo stupido non individua il non-stupido, e quindi non ha motivo di ascoltare nessuno né di dar retta a nessuno. Essendo stupido sa già tutto da sé; e semmai l’intelligente è lui. »

 

(Giovanni Sartori, dall'editoriale del Corriere della Sera del 1 agosto 2006)

Corollario: macroanalisi.

 

« In un paese in declino, la percentuale di individui stupidi è sempre uguale ad a; tuttavia, nella restante popolazione, si nota, specialmente tra gli individui al potere, un'allarmante proliferazione di banditi con un'alta percentuale di stupidità e, fra quelli non al potere, una ugualmente allarmante crescita del numero degli sprovveduti. Tale cambiamento nella composizione della popolazione dei non stupidi, rafforza inevitabilmente il potere distruttivo della frazione a degli stupidi e porta il Paese alla rovina. »

 

(Carlo Maria Cipolla)

 

« C’è poi, in secondo luogo, il gravissimo problema di come il pianeta Terra possa sostenere più di sei miliardi di viventi (ancora in forte crescita) senza collassare. Questo collasso è evidenziato dal fatto che respiriamo aria sempre più avvelenata, che la terra è sempre più scaldata (assieme ai mari) dai gas serra che immettiamo nell’atmosfera, che il clima sta pericolosamente cambiando, che l’acqua è sempre più scarsa (così come lo sono le risorse energetiche), e così via. Eppure i più — ancora moltissimi — di questa imminente catastrofe ecologica se ne infischiano. Se ne infischiano perché non ascoltano e non danno credito agli scienziati e agli esperti che in grandissima maggioranza denunziano questa situazione. Il che equivale a dire, per la mia definizione, che siamo stupidi, e anzi più stupidi che mai vista l’enormità del problema. »

 

(Giovanni Sartori, dall'editoriale del Corriere della Sera del 15 agosto 2006)

In questo modo le società affrontano costi sempre più insostenibili e sembrano condannate alla rovina e fallimento ("5° Legge fondamentale della stupidità umana" di C.M.Cipolla).

Una soluzione è stata indicata da Daniel Goleman in "Intelligenza emotiva": nuovi programmi scolastici incentrati sull'apprendimento delle 10 competenze suggerite dal 1992 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità note come life skills; su questa linea il Ministero dell'Educazione britannico ha approvato un gruppo di programmi che vanno sotto il nome di SEAL (Social and Emotional Aspects of Learning). Nella stessa direzione agisce l'organizzazione "We Are What We Do" quando coinvolge gli alunni delle scuole primarie del Regno Unito su temi come ecologia, società e relazioni interpersonali.

Tra un po', miei cari ciclamini semi-ombreggiati, vi darò conto delle life skills, quelle cose che servono, secondo l'organizzazione mondiale della sanità, per diventare persone degne di stare a a questo mondo :-))


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15 aprile 2009

CARLO MARIA CIPOLLA-PRIMA PUNTATA-

Questa mattina, mentre riordinavo una libreria ( sapete, le pulizie di Pasqua...), mi è capitato fra le mani un testo di economia di Carlo Maria Cipolla, sul quale ha studiato mio marito 40 fa, e sul quale ha di nuovo studiato mia figlia 10 anni fa. Per dire che Carlo Maria Cipolla è ormai un classico riconosciuto nell'ambito dello studio della storia economica.
Ma Cipolla è anche un arguto osservatore delle dinamiche comportamentali umane che si riflettono sulla società e inducono ricadute positive o negative, a seconda dei cervelli che operano sul mercato e nella vita di tutti i giorni.
1988: -Allegro ma non troppo-Il Mulino- è il delizioso pamphlet nel quale Cipolla elabora la famosa teoria sulla stupidità umana. Che cosa dice, in sostanza, Cipolla? Dice che gli stupidi sono una lobby potentissima, di fronte alla quale organizzazioni strutturate e solide come, poniamo, la mafia impallidiscono e indietreggiano. E aggiunge che, benchè privi di uno statuto, di ordinamenti o di vertici cui fare riferimento, gli stupidi riescono ad operare con precisa efficacia e significativo riscontro.
In questo delizioso libello, Cipolla enuncia le cinque leggi fondamentali della stupidità:

    1. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
    2. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
    3. Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
    4. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.
    5. La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista. 

    Come si vede dalla terza legge, Cipolla individua due fattori da considerare per indagare il comportamento umano:

    • Danni o vantaggi che l'individuo procura a sé stesso
    • Danni o vantaggi che l'individuo procura agli altri

     Si ottengono, in tal modo, quattro gruppi di persone:

    • Intelligenti, che  fanno il proprio vantaggio e quello degli altri;
    • Sprovveduti, che danneggiano sé stessi e avvantaggiano gli altri;
    • Banditi, che  danneggiano gli altri per trarne vantaggio;
    • Stupidi, che danneggiano gli altri e sé stessi.

    Ora, grazie a wikipedia, vi proporrò alcune considerazioni sulla fisionomia della stupidità nei vari ambiti dell'agire umano:

    Secondo la religione cristiana la stupidità è stata definita da Cristo come peccato. Dal Vangelo di Marco (Marco 7, 21-23): "È dal cuore degli uomini che escono i pensieri cattivi, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frodi, lascivie, invidia, maldicenza, orgoglio, stoltezza. Sono tutte queste cose cattive che escono dal di dentro e contaminano l'uomo". Nel Vecchio Testamento inoltre è scritto "Stultorum infinitus est numerus" (Eccles. 1, 15), ossia, Il numero degli stolti è infinito.

    Nel codice penale italiano l'art. 61 prevede l'elevazione della pena fino a un terzo se esiste l'aggravante "per futili motivi". Qualcosa di simile esiste nella "Common Law" dei paesi anglosassoni. Entrambi hanno radici nella antica cultura giuridica romana.

    I regimi dittatoriali permettono solo l'espressione di stupidità funzionale al potere.

    Nei regimi a "tipologia democratica" con sviluppo capitalistico avanzato, le condotte stupide sono più "libere di esprimersi" perché l'individuo dispone di maggiore tempo libero (es. hooligan, lanciatori di sassi da cavalcavia, "studenti" che allagano le scuole per evitare interrogazioni, bullismo, delitti gratuiti per noia, atti vandalici in genere, ecc.), e hanno anche possibili connotazioni autolesionistiche (abuso di alcol, droga e altre sostanze; eccesso di velocità ecc.).

    La mancanza di responsabilità e consapevolezza è incentivata dai detentori del potere. Il fenomeno, come denunciava amaramente il poeta latino Giovenale (Satira X p. 78 e sgg) e Marco Cornelio Frontone (Princ. hist 18, p. 199 e sgg.), ebbe inizio nella Roma dei Cesari dove la partecipazione (spesso cruenta e che a volte sfociava in guerra civile) alla gestione della res pubblica venne sostituita con i giochi circensi in cui si simpatizzava per una fazione o l'altra diventati metafora delle parti politiche. Nel nostro tempo è importante la proprietà e/o controllo dei mezzi di comunicazione di massa per applicare il principio enunciato dal detto "Quando il dito indica la luna, lo stupido guarda il dito." (Proverbio cinese) dove i fatti o la sostanza vengono relegati sullo sfondo (la luna) per focalizzare l'attenzione su un dettaglio innocuo (il dito). I politici che più si adoperano per ottenere la condiscendenza di questo tipo di elettorato-plebe hanno le caratteristiche tipiche dei propagandisti o piazzisti. Naturalmente anche il sistema scolastico inefficiente (scuola pubblica) agevola questo disegno egemonico dove e quando appare più come elargitore di attestati di frequenza anziché di competenze acquisite dagli alunni. Il fenomeno è evidente già da diversi decenni in alcune scuole pubbliche di certi quartieri di grandi città negli USA come certa filmografia ha evidenziato. Emblematiche sono le seguenti frasi:

    "Al mondo non ci sono che due modi per fare carriera: o grazie alla propria ingegnosità o grazie all'imbecillità altrui". (Jean de La Bruyère);

    "L'imbecillità rappresenta, ahinoi, una risorsa utile per il sistema: se non ci fossero tanti imbecilli in giro non sarebbe così facile trovare un furbone che li seduce. Ecco perché un imbecille è molto più pericoloso di un mascalzone." (Corrado Augias);

    Sembra che le condotte da stupidi siano "in qualche modo indirettamente avallate e incoraggiate" dalla diffusione di condotte di non rilevanza penale ma ampiamente diffuse in tutti gli strati sociali (urla razziste negli stadi, mancanza di rispetto e infrazioni sistematiche delle regole del codice della strada...) e in generale scarsa responsabilità verso sé stessi e gli altri.

    Lo psicologo americano Philip Zimbardo ha dimostrato con esperimenti come il contesto influenzi la condotta umana. La politica di sicurezza sociale denominata "Tolleranza zero" messa in atto per la prima volta a New York dal sindaco Rudolph Giuliani si basa appunto sui predetti esperimenti di psicologia sociale.

    Il premio Nobel Elie Wiesel ha detto: "Ho sempre pensato che l'indifferenza sia il contesto del male". La stessa tesi viene sviluppata da Daniel Goldhagen nei libro "I volenterosi carnefici di Hitler". Ma la primogenitura è forse da assegnare a Martin Luther King quando attribuiva all'indifferenza della comunità cristiana la brutalità delle cariche di polizia su manifestanti inermi che usavano gli stessi metodi del Mahatma Gandhi per reclamare diritti civili fondamentali. Indifferenza che diventa connivenza se non collusione.

    La seguente definizione riprende ed espande quella di Cipolla:

    “L’Imbecillità è la mancanza della capacità di porsi domande e avere dubbi sui propri programmi di azione, di porli a confronto con quella degli altri e sottoporre anche questi ultimi a un vaglio critico, e quindi di non persistere con tetra pertinacia a prendere per buone idee sballate, proprie o altrui.”

    Paolicchi concorda con Cipolla che gli stupidi, anzi ritiene più appropriato il termine imbecilli, provochino essenzialmente danni al prossimo ma si distanzia dalla metodologia di misurazione del fenomeno. Il libro, scritto con umorismo e ironia, colma una lacuna presente nel saggio di Cipolla ovvero la scarsità di spiegazioni del fenomeno. Alla fine del saggio l'autore elenca le sue 10 Leggi generali dell’Imbecillità spiegate con prospettive filosofico-antropologica, storico-sociologica, linguistico-concettuale e psicologica. Esilaranti sono i capitoli 6 e 7 dove l’imbecillità è descritta nel suo non occasionale dispiegarsi nell’ambiente dove uno non si aspetterebbe trovarla: l’università (italiana in particolare).

    Bene, cari, domani vi proporrò la seconda e ultima puntata, incentrata su altre definizioni e analisi del pensiero di Cipolla. Bye :-))
     


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