.
Annunci online

  avocado [ NON AGITIAMOCI: TANTO NEI TEMPI LUNGHI SAREMO TUTTI MORTI. "...E quando una persona mite decide di fare la stronza, lo sa fare. Alla grande. Freddamente. Lucidamente. Con cattiveria. Senza sconti".www.unamanciata di more.splinder.com ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


grandmere
ROSA
MARGHE
TIGLI
CARLO
ROMANA
VALENTINA
MAZZULLO
PIGIAMA A RIGHE
fort
LOTO
ENRICO
GIORS
OLTRE IL CANCRO
MARINA
ALTEZZA REALE
OLGHINA DI ROBILANT
WIDE
MAMIGA'
MIA
GIORGIA
CHIARA
EMILY
AGRI
CAUTY
STEFANO
GARBO
ZENA
DELPHINE
MURASAKI
NONNA
RENATA
BARBARA
CONGEDO
DISINFORMAZIONE
VIDEOMISTERI
GARDENIA
RICETTE REALI
CORRIERE
REPUBBLICA
STAMPA
VECCHILIBRI
GIORNALE
AMAZZONE
JUNG
ALLE
ROYALDUE
VEJA
LAURA
PUNTOVIOLA
CATERINA
L'ANCORA
IL RASOIO DI OCCAM
LOREDANA LIPPERINI
MARTA
SVEZIA
VARIA NOBILTA'
MAXIMA
ESTEL
VALLEBORMIDA
SPINOZA
SAVOIA
antonella landi
voghera
università pavia
Archiniere
elasti-girl
alessandria
il piccolo
provincia pavese
oltrepò
genslabo
mistero

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


6 dicembre 2010

ACCADE AD ALBA

Il Comune di Alba consegna la Costituzione a tutti i diciottenni

5 dicembre 2010

Proseguendo nel progetto volto a diffondere la conoscenza della Costituzione italiana, l’Amministrazione comunale di Alba ha scelto di consegnarne il testo a tutti gli albesi che nel corso del 2010 hanno compiuto o compiranno 18 anni.
Tale intento viene reso possibile dalla collaborazione con la Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo che – d’intesa con i Comuni di Alba, Cuneo e Mondovì – procede alla stampa di un volumetto contenente, oltre al testo della Costituzione della Repubblica italiana, anche quello della Carta dei diritti dell’Unione europea.
Tutti i diciottenni – sia i cittadini italiani che i residenti non ancora cittadini italiani – sono invitati presso il Teatro Sociale per giovedì 9 dicembre, alle ore 16. Prima della consegna dei volumetti, il magistrato Paolo Borgna illustrerà le linee portanti della Costituzione, ricordando il periodo storico e il clima in cui essa fu approvata.
“Mentre stiamo celebrando i 150 anni dall’Unità del nostro paese – dice il sindaco Maurizio Marello – è doveroso ricordare come esso si sia temprato in tante prove, e massimamente nella Lotta di Liberazione, che ci ha ridonato la libertà e la democrazia che il fascismo aveva cancellato. Da lì è nata la nostra Costituzione che di quella libertà e di quella democrazia è il baluardo fondamentale. L’Amministrazione comunale sente come suo dovere farla conoscere a tutti i cittadini, specialmente ai più giovani, e coltivare la volontà di difenderla e promuoverla”.

www.mauriziomarello.wordpress.com




permalink | inviato da fiordistella il 6/12/2010 alle 22:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


17 novembre 2010

ACCADE AD ALBA

 da GAZZETTA d'ALBA

PREMIO CITTÀ DI ALBA 2010 A DON LUIGI CIOTTI

 

 

22 novembre, ore 17, Teatro sociale G. Busca

 

 

Don Luigi Ciotti è il vincitore del premio Città di Alba – edizione 2010. Il riconoscimento gli è stato conferito per il suo impegno costante (in particolare con la fondazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”) nel sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e nel promuovere legalità e giustizia.
Il Premio è promosso e realizzato dall’Amministrazione comunale di Alba, grazie all’intervento finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Il comitato che ha assegnato il premio è costituito quasi totalmente
da docenti designati dagli istituti superiori di Alba
(ci sono anch'io, neh...;-)) ).
In ogni istituto una o più classi ( ad esempio, la mia quinta E geo...) hanno lavorato sui temi emblematicamente riassunti nella figura e nell’opera di don Ciotti, ed il risultato del loro lavoro sarà parte integrante della cerimonia di premiazione. In questo modo le giovani generazioni, rappresentate dagli studenti  albesi, testimonieranno al premiato ed alla città il loro vivo interesse per il tema, che ha tante sfaccettature, della legalità.
La cerimonia di consegna del premio avverrà il prossimo 22 novembre, alle ore 17, nel Teatro sociale G. Busca.
Introdotta dal presidente del Comitato organizzatore, Gianfranco Maggi e dal Sindaco Maurizio Marello, la cerimonia verrà conclusa dall’Assessore alla cultura Antonio Degiacomi. Verrà anche proiettato un breve filmato su don Luigi Ciotti, tratto dal documentario La memoria ha un costo.
Il premio verrà consegnato a don Ciotti dal Sindaco Maurizio Marello e dal Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo Ezio Falco.




permalink | inviato da fiordistella il 17/11/2010 alle 20:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


15 novembre 2010

IO CI VADO QUESTA SERA

Spettacolo al Teatro Sociale di Alba lunedì 15 e martedì 16 novembre

Alba - «Il teatro è come un buon libro o un bel film al cinema: lascia tanto nei cuori e nelle menti degli spettatori». Parola di Leo Gullotta primo grande ospite del cartellone 2010 2011 del teatro di Alba con lo spettacolo Le Allegre Comari di Windsor. Tratto dal celebre testo shakespeariano, per la regia di Fabio Grossi, lo spettacolo dà il via lunedì 15 e martedì 16 novembre alle ore 21 alla Stagione del Sociale «uno spettacolo che saprà coinvolgere e divertire il pubblico – continua l’attore – con quel sorriso, nutrito di riflessione, che rende Shakespeare autore di intramontabile attualità». Nei panni del grosso e grasso Sir John Falstaff alle prese con amori e amanti, guasconi maldestri e burocrati vacui, mariti gelosi e golosi mercanti, Leo Gullotta vuole con questa pièce affidare agli spettatori la profonda riflessione sulla diversità, sull’ipocrisia dell’uomo di oggi «le persone hanno voglia di pensare, di andare a teatro insieme, di emozionarsi in platea – dice Gullotta – soprattutto i giovani».
Fu per volontà della regina Elisabetta I che Shakespeare riesumò Sir John Falstaff, fatto morire nella sua precedente opera, l’Enrico V: nacque così Le allegre comari di Windsor. Protagonista della vicenda è Sir John con le sue esuberanti smargiassate da guascone, la sua sovrabbondante figura, la sua simpatia cialtrona, il suo amore per il vino e la sua irresistibile disonestà viziosa e bonaria. Un ventaglio di più svariata umanità farà da protagonista della vicenda, ma su tutti trionferanno le donne, le comari che, con furbizia e lungimirante intelligenza, collocheranno, in maniera indolore per la comunità, la parola fine alla vicenda. «Le allegre comari – si legge nelle note di regia firmate da Fabio Grossi – è un gioco di sotterfugi, di tradimenti veri o presunti, ma non solo, perché rappresenta le illusioni e le disillusioni nostre, la voglia che abbiamo di evadere da una vita che è forse troppo stretta; in ognuno dei personaggi, se li osserviamo bene, possiamo riconoscere noi stessi e se proviamo a fare un gioco e a domandarci che fine faranno una volta finita la storia, forse ci piace pensare che resteranno fermi lì, impressi in una fotografia ingiallita che di tanto in tanto avremo voglia di andare a riguardare».
Leo Gullotta nella Allegre Comari di Winsor




permalink | inviato da fiordistella il 15/11/2010 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


2 novembre 2010

ACCADE AD ALBA

da www.scavino.ilcannocchiale.it

Svolte giovedì ad Alba le "Olimpiadi del Riciclo"

Coinvolte le scolaresche sulla tematica della raccolta differenziata




Si è svolto la scorsa settimana, e ha riscosso grande successo, l’evento dedicato alle scuole, ideato per promuovere la raccolta differenziata delle confezioni Tetra Pak insieme a carta e cartone. Nella mattina di giovedì in piazza Risorgimento (piazza del Duomo), di fronte al municipio, si sono svolte le “Olimpiadi del Riciclo”, coinvolgendo gli alunni delle scuole cittadine (elementari e medie). Oltre duecento i presenti, tra alunni e insegnanti, delle scuole Montessori, Vida e Macrino. Alla presenza di animatori specializzati, sono stati organizzati divertenti e allegri giochi sulla tematica della raccolta differenziata, con particolare attenzione alle confezioni Tetra Pak, che da alcuni mesi possono essere conferite insieme a carta e cartone per venire poi avviate al riciclo. Al termine ogni bambino è stato omaggiato di un piccolo quaderno ottenuto dal riciclo delle confezioni Tetra Pak, fornito da Tetra Pak Italiana.

L’allegria dei ragazzi ha attirato l’attenzione di numerosi passanti, cui è stata ulteriormente ricordata la novità nel servizio di raccolta introdotta a inizio anno. Non sono mancati all’evento il sindaco Maurizio Marello e l’assessore all’ambiente Massimo Scavino (nella foto con alcuni degli alunni partecipanti). Le “Olimpiadi del Riciclo” rientravano nella campagna di informazione e sensibilizzazione “Nella carta!”, promossa da Consorzio Albese Braidese Servizi Rifiuti (Co.A.B.Se.R.) e Tetra Pak Italiana e realizzata da E.R.I.C.A. soc. coop. di Alba.




permalink | inviato da fiordistella il 2/11/2010 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


27 ottobre 2010

LECCORNIE

FRITTO MISTO PIEMONTESE

STORIA E CURIOSITA' SUL FRITTO MISTO ALLA PIEMONTESE:

La ricetta del fritto misto è forse qualle più rappresentativa della cucina piemontese.
Non si compone di ingredienti fissi, ma di una varietà di gusti e sapori che possono cambiare a seconda della stagione e delle preferenze.
Solo alcuni ingredienti sono considerati obbligatori per un buon fritto misto alla piemontese: i semolini, gli amaretti di Mombaruzzo ammorbiditi nel latte strizzati ed impanati, le animelle, la cervella, i filoni di fegato bianco e nero, salsiccia, crocchette di pollo e costollette d'agnello.
Anticamente sembra che il fritto misto fosse una ricetta della tradizione popolare che si cucinava nel territorio piemontese quando venivano macellati gli animali nelle cascine, per sprecarne il meno possibile venivano cucinate anche le frattaglie.


INGREDIENTI:

CARNI:
- FILONE DI VITELLO
- ANIMELLA
- CERVELLA
- FEGATO DI VITELLO E DI MAIALE

- SALSICCIA
- COSTOLETTE DI AGNELLO
- CRESTE DI POLLO
- CROCCHETTE DI POLLO

VERDURE:
- FETTE DI MELANZANE
- FETTE DI ZUCCHINI
- FIORI DI ZUCCA

VARIE:

- FORMELLE DI SEMOLINO: 
190 GR semolino
1 litro di latte
zucchero
scorza di limone
 
Portate ad ebollizione il latte con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata e aggiungete a pioggia la semola amalgamandola con la frusta. Cuocete per cinque minuti, rovesciate in uno stampo e lasciate raffreddare per un giorno.

- AMARETTI DI MOMBARUZZO
- CAPPELLE DI FUNGHI
- RANE
- OLIO DI OLIVA
- BURRO, FARINA, UOVA
- LATTE, PANGRATTATO , SALE

PROCEDIMENTO:

Tagliare tutte le carni e le verdure a piccoli pezzi, passarle prima nella farina poi nell'uovo sbattuto e quindi nel pangrattato. Friggere il tutto in una padella con abbondante olio e burro, tenendo presente i diversi tempi di cottura che richiedono gli ingredienti: il fritto misto alla piemontese cotto al punto giusto deve essere pronto tutto nello stesso momento.
Adagiare quanto si è preparato su uno o più piatti di portata caldissimi, salare e servire immediatamente.





 




permalink | inviato da fiordistella il 27/10/2010 alle 16:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


25 ottobre 2010

CARNE CRUDA ALL'ALBESE

Ingredienti:dosi per 4 persone
350 gr. di coscia di manzo magrissima, 80 gr. di tartufo bianco, succo di un limone, uno spicchio d'aglio, 4 cucchiai d'olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b.

Preparazione: Tritate la carne più volte sino a farla diventare finissima, poi conditela con aglio tritato finemente, sale, pepe, olio extravergine d'oliva e succo di limone. Amalgamate per bene e disponetela su un piatto da portata. Cospargete di scaglie di tartufo bianco e portate in tavola
.

Oppure:

Ricetta riportata da Rina Sterpone (1995), Alba

Il carpaccio è una preparazione diffusa in tutta Italia, un piatto di sottilissime fette di carne cruda forse di origine piemontese. È però grazie ad Giuseppe Cipriani che esso è diventato un piatto della nuova cucina italiana. Questa ricetta è tratta da "Il grande libro della cucina albese" redatto dalla Famija Albèisa di cui riporto fedelmente anche l'introduzione.

La ricetta non originale, quella che viene proposta oggi dalla nostra ristorazione come Carpaccio all'albese o Carne alla zingara o Carne cruda all'albese, è un adattamento locale di una elaborazione nata altrove. La ricetta è riportata per l'indubbio successo e diffusione che ha avuto e continua ad avere.

per 4 persone

• 400 gr di rotondino di coscia o girello affettato sottile

• 2 cucchiai di olio d'oliva finissimo

• succo di 1 limone

• pepe nero macinato

• 1 chiodo di garofano macinato fine, all'istante

• 1 pizzico di sale

• 1 spicchio d'aglio

Sbattere in una scodella l'olio (nel quale per alcuni giorni si è lasciato in infusione il pepe nero ed i chiodi di garofano macinati fini), il succo di limone, il sale, con una forchetta tra i cui denti è stato infilzato uno spicchio d'aglio pelato e appena [(leggermente)] schiacciato.

Fatta accuratamente l'emulsione, si passerà dentro, da ambedue le parti le sottilissime fette di carne da deporre ben disposte nel piatto di portata.

Lasciare riposare dieci - quindici minuti e servire.

Nella stagione propizia, accompagnare con lamelle di tartufo bianco, eliminando il limone dalla salsa. Il tartufo va scagliettato poco prima di servire.

Se si vuole accompagnare con parmigiano, eliminare il limone dalla salsa, scagliettare il parmigiano appena il piatto è pronto, lasciare riposare e poi servire. La stessa cosa coi funghi.
 


come-preparare-la-carne-all-albese-in-carpaccio

Bon aptit, masnà! :-))




permalink | inviato da fiordistella il 25/10/2010 alle 19:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


22 ottobre 2010

E' ACCADUTO AD ALBA

Alba: mercoledì 20 ottobre – ricordando Guido Sacerdote con Fabio Fazio

18 ottobre 2010

Una giornata intera dedicata al grande personaggio albese che ha dato lustro alla televisione italiana degli anni ’50 e ’60. Proiezioni non stop, incontro/dibattito con personaggi come Fabio Fazio, uno spettacolo teatrale da non perdere tratto dal testo di A. Fava.

dalle 13 alle 20: Dehor del  Caffè “La Brasilera” in Piazza Savona

Proiezione del lungometraggio “Alba – Broadway, solo andata…” di Pier Mario Mignone, dall’ononimo libro di Franco A.Fava

alle 18: Teatro Sociale “Giorgio Busca” (piazza V. Veneto)

Incontro /dibattito sulla figura di Guido Sacerdote. Intervengono: Fabio Fazio – Giorgio Simonelli, storico della televisione – Carlo Cerrato, capo redattore RAI3.

Durante l’incontro sarà consegnato il TARTUFO DELL’ANNO a FABIO FAZIO

alle 21: Teatro Sociale “Giorgio Busca” (piazza V. Veneto)

Spettacolo teatrale: Bentornato Guidino!  atto unico di Maria Antonietta Panizza liberamente tratto da Alba – Broadway, solo andata… di Franco A. Fava

 dopo lo spettacolo :Proiezione del lungometraggio “Alba – Broadway, solo andata…” di Pier Mario Mignone, dall’ononimo libro di Franco A.Fava.

(tutto a INGRESSO LIBERO)





Vi chiederete chi fosse Guido Sacerdote...
Curiosi! va be', va'... allora vi piazzo qua sotto il testo dell'atto unico by me:

Bentornato, Guidino!

 

Palcoscenico del Sociale buio: pian piano si illumina lo schermo appeso sullo sfondo e passano, sullo schermo stesso, immagini caratteristiche della vecchia Alba in bianco e nero. Dopo cinque o sei passaggi di foto, mentre altre foto continuano lentamente a scorrere,  si sentono voci maschili e femminili che criticano aspramente Sacerdote (registrazione di voci maschili e femminili simultanee):

 “Ti ricordi quel matto di farmacista che aveva i grilli per la testa e non era mai contento di niente?” “ O per carità, uno che non si capiva cosa volesse…” “ Anche antipatico, neh…” “ Uno strano…”

Nel frattempo, la luce si diffonderà fioca sul resto del palco e l’occhio di bue illuminerà l’attore che interpreta Guidino, TIBALDI: Guidino TIBALDI sarà appoggiato al pianoforte dal quale proviene una melodia (LA VIE EN ROSE) suonata dal vivo, mentre continua a guardare in silenzio le foto che si susseguono e ad ascoltare amareggiato le voci

“ Uno che se ne stava sempre per conto suo…” “ Poi non l’abbiamo più visto…” “ Mah…dicono sia andato a Roma…” “ O be’, non abbiamo perso niente…” “ A noi i perditempo  piacciono poco…” “ teatro….radio…televisione poi! A lavorare!”

Dopo un paio di minuti, mentre le foto sfumano e le voci e la musica anche, Guidino pronuncia sconsolato e triste:

 “ Io non tornerò mai ad Alba: quei pomeriggi domenicali in squallida solitudine, quel retrobottega di farmacia vicino alla stazione, quella piazza deserta, quel senso di soffocamento che ti dà la provincia, quell’ incomprensione e quel malanimo da parte dei miei concittadini…io non tornerò mai ad Alba…”

( Durante tutto lo spettacolo, di quando in quando, il riflettore andrà ad inquadrare per brevi attimi GUIDINO TIBALDI per carpirne le espressioni. Tibaldi dunque dovrà sempre rimanere in campana, seguire le battute ed avere le espressioni adeguate a ciò che viene detto)

Un minuto ancora di Vie en rose-buio- e nel buio il riflettore si accende su GORLIER MARCHISIO, seduto, che parlando si alzerà

 

Gorlier Marchisio: - Le mie zie avevano rilevato la libreria dalla mamma di Guido che, essendo ebrea, dopo le leggi razziali del ’38, era stata costretta a cederla. Le mie zie, in famiglia, hanno sempre ricordato i Sacerdote come persone stimate e perbene, ingiustamente perseguitate per la loro fede religiosa.

Personalmente, ricordo un articolo di Raoul Molinari, pubblicato sul n.46 di Gazzetta d’Alba del 9 dicembre 2003, che dice: “ Farmacista ad Alba, il futuro manager televisivo, durante la guerra, in quanto ebreo, dovette cercare rifugio sulle colline delle Langhe. Fu ospitato per tutto il periodo del pericolo, fino alla liberazione, a Mango, dalla famiglia Bonifacio, che lo nascose in un’enorme cisterna per il vino interrata, inaccessibile anche al più astuto ed esperto agente della Gestapo.

Ogni tanto il capofamiglia Giovanni, per fargli prendere un po’ d’aria, trasportava il giovane e minuto Guidino, rannicchiato tra due corbe da vendemmia, con una carretta a mano, nella vigna, per un’ora d’aria al sicuro fra il fogliame dei filari…”

 

Si SPEGNE il riflettore su GORLIER MARCHISIO

BUIO

SI ACCENDE IL RIFLETTORE SULLE ZIE.

 

MARIA - Ohhh… povero Guidino… che vita… ti ricordi, Pina, di quando era rimasto nascosto per molti mesi nella soffitta del signor Agnese, in via Maestra, prima di andare a Mango? I suoi genitori avevano coraggiosamente protetto Guido. Era confinato in soffitta, proprio sopra la loro abitazione, in via Maestra. Quelli erano momenti difficili e pericolosi per tutti...».

 

PINA - O se mi ricordo, Maria… che poi hanno trovato in questa soffitta dei cassoni di legno pieni di riviste di spettacolo degli anni ’30 e ’40….

 

MARIA - Si capisce… perché a lui interessava già il teatro, … altro che i libri di scuola…

 

PINA - Ohhhh  era proprio un birichino, il nostro Guidino…

 

BUIO SULLE SORELLE

RIFLETTORE SUL COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO CHE PARLA DELL’ALUNNO GUIDINO:

 

Compagno di classe GIORDANO: Guido non era granchè, come studente, bisogna dirlo… Intelligente, eccentrico, pieno di inventiva…ma poco incline al rigore dell’applicazione scolastica, metodica e assidua. Sapete, allora lo studio dei classici non ammetteva distrazioni e l’impreparazione costava cara. Guido studiava quello che era in sintonia con il suo sentire, con le sue emozioni, ciò che evocava e dava forma al suo mondo interiore. Per fare un esempio: amava moltissimo il teatro greco, ma trovava insopportabile lo studio meticoloso della grammatica e della sintassi. Amava la profondità del pensiero filosofico, ma detestava la costrizione al nozionismo. Era affascinato dalla maestosità del sapere scientifico, ma gli risultavano altamente indigesti i calcoli e le minuzie dei programmi ministeriali. E così, in seconda liceo classico fu bocciato…

 

Maria: va bene, sarà anche stato bocciato, ma era più intelligente di tanti che erano stati promossi… Pensava già al teatro, e star seduto tutto il giorno davanti a quei libri, povero ragazzo…I suoi professori non avevano capito niente di lui…Alba era un paesone, cosa vuole…

 

 COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO:

“In quegli anni Alba era una tranquilla cittadina di provincia, ove le trasgressioni artistiche potevano essere praticate da pochi bohémienne, pionieri nel percorrere filoni dell’avanguardia espressiva: tutti ricordano ancora oggi l’esperienza pittorica di Pinot Gallizio con gli epigoni della bauhaus immaginista, un cenacolo di intellettuali che trovarono in Alba il loro approdo e la loro cifra artistica. Non dimentichiamo che siamo nella città di Beppe Fenoglio, straordinario letterato, solo di un paio d’anni più giovane di noi...

Folco Portinari, lo scrittore, già direttore della sede Rai di Firenze, nel racconto relativo al suo esordio in televisione,  dice che si trovò subito in armonia con Guidino, anche perché conosceva bene Alba, la  città che era stata la capitale mondiale dell’avanguardia al tempo di Pinot Gallizio, farmacista-pittore; del dottor Demichelis, medico primario collezionista; di Parisot, direttore dei Quattro soli, l’unica rivista d’arte astratta di tutto il dopoguerra italiano.

 

GORLIER MARCHISIO: a proposito di Portinari, egli racconta che, durante una delle loro visite a New York, lui e Guido, in macchina, girarono in lungo e in largo la città, da Manhattan al Bronx. Ogni tanto scendevano, passeggiavano a piedi e si divertivano a parlare tra loro in piemontese. La gente li guardava incuriosita, chiedendosi da quale strano paese potessero arrivare quei due…

 

COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO: Portinari ricorda che si veniva ad Alba, magari in bicicletta, e si incontravano Jorn e Baj, Fontana e Rotko. Si pranzava al Savona, le cui pareti avrebbero fatto invidia al Moma di New York. E anche noi avevamo il mito dell’America…”

 

RAPSODIA IN BLUE di GERSHWIN DAL VIVO-PIANOFORTE E ORCHESTRA-

BUIO

Riflettore sulle zie

 

Maria: “In quell’ambiente anche il nostro Guidino riuscì a mettersi in luce con le sue prime esperienze di attore in erba, in occasione delle rappresentazioni al Circolo sociale di Alba.”

 

Pina: « Ti ricordi, Maria? era uno degli animatori teatrali presso il Circolo sociale di Alba , il nostro Guidino. Aveva messo in piedi una compagnia di attori dilettanti, e tra questi c’erano anche  il signor Italo Ferrero e sua moglie  Ida Liuzzi».

 

GORLIER MARCHISIO: “Guidino, all’inizio degli anni ’50, lasciò l’attività di farmacista per seguire la carriera in televisione che, al tempo, era ancora nella fase sperimentale. Nel 1952 entrò alla Rai di Milano, con l’assunzione in qualità di capo ufficio scritture, grazie all’aiuto dell’impresario di rivista Remigio Paone, amico di Sergio Pugliese, primo direttore della Rai. Un incarico a lui congeniale, anticipatore di straordinarie esperienze, che si dimostrarono fondamentali per la sua carriera di talent scout, di scopritore di talenti artistici.”

 

Buio e foto anni 50 che passano sullo schermo con le voci m/f di sottofondo, un pochino meno critiche e accenno al pianoforte del leit motiv La vie en rose: 

 

Maria: “Guarda, Pina, che cosa ho in mano! La rivista IL DRAMMA, e precisamente il numero 138 del 1°agosto 1951. Senti senti che cosa c’è scritto: ”Al Guidino Sacerdote, di professione farmacista maledetto, con l’estate gli si affila la lingua. Pochi giorni fa era a pranzo in un ristorante milanese con un amico, quando è entrata un’attrice (non facciamo nomi) nota per la riluttanza con cui si piega al passar degli anni. Dice l’amico: però… bisogna ammettere che si difende bene…

E il Guidino, con sentenza di marmo:” Già, ma non c’è più nessuno che l’attacchi” Diavolo d’un uomo!”

 

Pina: “ E’ sempre stato spiritoso, il nostro Guidino!”

 

Maria: “ Aspetta aspetta  che te ne leggo un altro, di aneddoto nel n.139-140 del  1°settembre 1951. Dunque…dice…” Una nostra lettrice non ha simpatia per Guidino Sacerdote, ex-attore e farmacista in Alba. La lettrice è molto seccata per gli aneddoti che pubblichiamo su Sacerdote, perché – dice - il nostro amico non ha nulla a che vedere col teatro”. Signora, anche le melanzane ripiene non hanno nulla a che vedere col teatro, eppure le amiamo lo stesso.”

 

Pina: Ecco, son proprio contenta! Ben le sta, a quella lì!

 

Buio

Schermo illuminato con fotografia di Falqui, sottolineata da nome e cognome, così il pubblico capisce.

Contemporaneamente, arriva in scena FALQUI TARDITI.

 

FALQUI TARDITI: “Il sodalizio artistico fra me e Guido  iniziò nel 1952 e si intensificò nel 1958 con la produzione del programma Buone vacanze, con l’orchestra diretta da Gorny Kramer, esperienza foriera di un filone di nuove trasmissioni televisive. In questo contesto Guido produsse per la Rai dal Teatro delle Vittorie di Roma trasmissioni musicali come Canzonissima (1958-69), Studio uno e poi Biblioteca di studio uno, fino alla fine degli anni Settanta. Ora, non lo dico per fare lo sbruffone ma, di fatto, siamo stati i talent scout di personaggi mitici della televisione :le gemelle Kessler, Lola Falana, Zizi Jeanmaire e le Blue Bell sisters e, insieme, abbiamo spalancato le porte della televisione alle stars internazionali. A Parigi, un giorno, andai a vedere West Side Story insieme a Guido Sacerdote e a Bruno Canfora. Appena usciti dal cinema ci guardammo in faccia come per dirci: “E noi? Quando mai riusciremo a fare una cosa così?”

 

Pianoforte suona dal vivo qualcosa di tratto da West side story ( ad esempio “ MARIA”)

 

COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO: Signor Falqui, lei ci deve parlare delle Kessler, abbia pazienza. Mai visti, e mai più visti, tanta classe e tanto stile, nella televisione italiana”

 

GORLIER MARCHISIO: Ricorderete che, all’inizio, tutte le ballerine, e anche le Kessler, avevano le gambe coperte da pesanti calze nere, ed era un peccato: quelle gambe bellissime, snelle, che non finivano più… Ebbene, furono le mie zie, tota Pina e tota Maria, a raccomandare a Guido di non dare scandalo in televisione con tutte queste nudità!”

 

MARIA - Ti ricordi, Pina, di quando Guidino faceva la televisione e presentava tutte quelle belle ragazze mezze nude?

 

PINA -  E poi ad Alba la gente parlava… era uno scandalo… anche monsignor vescovo era sagrinato…

MARIA - Ah ma io me lo ricordo il giorno che Guidino è venuto in negozio e tu gli hai detto: ”Neh…Guidino: non va mica bene così. Bisogna coprirle tutte queste gambe nude! Pensa ai nostri ragazzi, che poi gli vengono i cattivi pensieri!”

 

PINA - E lui ci ha dato retta, Maria, ti ricordi? Oh, se ci ha dato retta: le ballerine le abbiamo sempre poi viste con le calze nere, altro che storie!

 

COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO: la prego, signor Falqui, ci parli delle Kessler!

 

FALQUI TARDITI: “ e insomma, la storia è questa: eravamo al Lido di Parigi, una sera, io e l'amico Guido Sacerdote che, in quelle nostre perlustrazioni all'estero, fungeva anche da produttore esecutivo. Improvvisamente sulla grande pedana arrivarono le Kessler: una visione particolare, insolita, fuori da ogni canone del tran tran rivistaiolo. Dissi a Guido: "Quelle due ci risolverebbero tutto". Dovevamo fare, alla tv italiana, Giardino d'inverno. Guido mi guardò come si guarda un matto. Togliere due pilastri di quel genere da uno spettacolo del Lido a quei tempi, non era neanche da pensare. Io, al mio solito, insistei molto in quel mio folle desiderio e Sacerdote, alla fine, quasi si sentì spronato dall'audacia di quel sogno impossibile. Cominciò a trafficare, a parlare con gli impresari delle Kessler, con Miss Bluebelle, che allora capeggiava il corpo di ballo del Lido, e alla fine riuscì nell'impresa. Guido, quando si metteva all'opera, era una fonte irresistibile di risorse ed inventive.”

 

COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO: “ Eh be’, ricordo tutto di allora…Era il 1961: le Kessler apparvero per la prima volta nella tv italiana in Giardino d'inverno. La visione televisiva delle due "vedettes" fu talmente scioccante che di loro parlarono tutti, anche le penne più impegnate ed estranee al mondo del varietà. Fu una specie di avvenimento di costume. Due così: alte, belle, giovani, perfette, signorilmente distaccate…”

 

FALQUI TARDITI: “…diverse da ogni altro stereotipo del varietà italiano di quei tempi, bloccarono l'attenzione; la loro eleganza eliminò ogni rimasuglio di provincialismo dalla "soubrette" di rivista, che cominciò a chiamarsi "showgirl"; le loro sigle divennero quasi inni nazionali. Credo che al Lido non tornarono più perché, dopo Giardino d'inverno, facemmo insieme, per vari anni, Studio Uno e poi tanti altri spettacoli. Col tempo le Kessler persero persino quel po' di distacco iniziale che avevano e diventarono comunicative, accessibili, insomma italiane. Loro divennero famose e noi degli uomini di successo. Non è poco.”

A questo punto, parte la sigla originale con le due ragazze che ballano dietro il velo.

Finita la sigla, passano sullo schermo le foto di Alba anni 60-70 con sottofondo di voci sempre meno critiche e il pianoforte che accenna al leit motiv della Vie en rose.

VOCI: “ Ma guarda un po’! Ma chi l’avrebbe mai detto!” “ E’ diventato famoso…” “ Andiamoci piano: è sempre un lavoro poco serio…” “ Sarà un lavoro un po’ da scappato di casa, ma sembra che lui lo faccia bene…e allora io lo rispetto!” “ Calma…vediamo come va a finire…Diamo tempo al tempo…”

 

Luce su GUIDINO TIBALDI che ripete sconsolato : “Io ad Alba non ci tornerò mai…”

 

COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO: “ Io ricordo benissimo anche Mina…come fosse adesso…”

 

FALQUI TARDITI: Mina... Mina... la sola, la migliore, l'incomparabile... Che cosa non si è detto su Mina? Io stesso, in tanti anni di lavoro insieme, quante volte non avrò detto, scritto, registrato quegli aggettivi? Del canto e delle canzoni di Mina si sa tutto, fin nei minimi particolari. Allora voglio parlare dello straordinario istinto di Mina: un istinto alle origini inconscio poi via via sempre più consapevole. Istinto nel muoversi, nel gesticolare (le sue mani sono ormai una leggenda), nel parlare, nello scegliere il minimo indispensabile, ciò che era strettamente necessario dire o fare; l'istinto di mettersi addosso quello che le era congeniale, naturale, spontaneo.Mina ha cantato, ha ballato, ha recitato e ha ricevuto decine e decine di personaggi famosi, e metteva sempre a proprio agio se stessa e chi le era vicino.
In circa quindici anni di lavoro io e Mina ci siamo conosciuti bene. La lasciavo molto libera nelle scelte (canzoni, parole, atteggiamenti) e lei non ha mai, dico mai, eccepito nulla sul mio lavoro (abiti, riprese, luci, posizioni, movimenti, atmosfere ecc.)

 

COMPAGNO DI CLASSE GIORDANO: “ E poi quella voce…incomparabile…inimitabile…proprio come ha detto lei, Falqui…”

Filmato originale di Mina che canta.

Sulle ultime note della canzone di Mina, l’orchestra inizia a suonare la musica di un’altra sua canzone.

Luci sulle zie.

 

Maria: Ti ricordi, Pina, di tutti quei begli sceneggiati che Guidino ci faceva vedere alla televisione? Erano raccontati in modo da non essere noiosi, anzi, erano anche spiritosi e gli attori cantavano…

 

Pina: Oh sì che mi ricordo! Non ne ho perso uno!

 

Gorlier Marchisio: Guido, in effetti,riuscì  in un compito straordinario: avvicinare il mondo della prosa alla televisione, offrendo ad affermati attori partecipazioni importanti in trasmissioni ideate per il piccolo schermo. Ad esempio, nella puntata di “Biblioteca di studio uno” concernente la parodia dei Tre moschettieri, Guido riuscì a far partecipare Gino Cervi, mentre, nella puntata dedicata al Conte di Montecristo, la grande Lina Volonghi. Ma tantissimi altri furono i personaggi noti, impegnati in quegli anni nelle parodie della Biblioteca.: Walter Chiari, Nilla Pizzi, Francesco Mulè, Grazia Maria Spina…

 

 FALQUI: “Agli inizi degli anni ottanta, agli albori  dello sviluppo della televisione commerciale, su incarico della Rai Guido Sacerdote e Bruno Voglino organizzarono in molte città italiane delle selezioni di giovani e promettenti artisti da portare in televisione. Tra queste giovani promesse, c’erano anche Alessandro Cecchi Paone e il sottoscritto.

Guido, mi ha insegnato grandi lezioni di gusto, ad esempio ciò che si può e ciò che non si può dire in televisione”.

COMPAGNO DI CLASSE:“ quando capita di rivedere Canzonissima e Studio uno si riconoscono ancora oggi le brillanti intuizioni della coppia Falqui-Sacerdote, che sono stati proprio pionieri di un nuovo genere di spettacolo: il varietà televisivo. Grazie a loro la televisione si è affrancata dall’avanspettacolo e dal teatro, e ha dato un’anima  a quel voluminoso elettrodomestico entrato nelle case degli italiani negli anni cinquanta, a volte un po’ ingombrante, collocato in alto ed acceso per poche ore al giorno.

GORLIER MARCHISIO Sacerdote non ritornò più a vivere ad Alba, concedendosi solo alcune sporadiche visite presso Tonino e Claudia, titolari del ristorante La Contea a Neive. Ormai il mondo dello spettacolo lo aveva assorbito totalmente, lasciando tra gli albesi il ricordo di un farmacista sognatore, accomunato nell’arte e nella provenienza professionale al pittore Pinot Gallizio. Gli albesi avevano perso due promettenti farmacisti, ma avevano guadagnato due importanti protagonisti nel campo dell’arte. Grazie a loro oggi noi langaroli possiamo vantarci di non essere stati così provinciali, nella profonda "malora" degli anni cinquanta. 


E ora, non paga, vi infliggerò anche il testo di presentazione sulla locandina. Sempre by me, ça va sans dire... :-))
 

 

Guido Sacerdote, come tutti ormai sappiamo, è stato un grande personaggio albese che ha dato lustro alla televisione italiana degli anni ’50 e ’60. Quella televisione in bianco e nero, raffinata ed educata, signorile e colta, così lontana e così diversa dalla becera mediocrità di tanti spettacoli cui, oggi, siamo avvezzi. Alba, allora, non seppe riconoscere, se non larvatamente, il talento e la genialità di quest’uomo poliedrico e versatile, artista nel senso pieno del termine. “ Nemo propheta in patria”: è storia vecchia e risaputa e la storia, con Guidino, ebbe a ripetersi ancora una volta.

Tuttavia Alba ha anche saputo, e voluto, rimediare a quel clamoroso errore di valutazione e oggi, con animo grato e commosso, dedica questo omaggio teatrale a Guido Sacerdote.

Si tratta della riduzione di uno spettacolo allestito nel 2005 dal laboratorio studentesco dell’istituto tecnico “L. Einaudi”, e rappresentato, allora, in questo teatro, traboccante di studenti che non avevano mai sentito parlare di Guido Sacerdote e che, proprio in quell’occasione legata a un progetto scolastico, ebbero modo di accostarsi a un personaggio albese di grande interesse, apprezzandone la complessa ed estrosa creatività.

La scuola pubblica, a volte, non è male.




permalink | inviato da fiordistella il 22/10/2010 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


30 settembre 2010

ACCADE AD ALBA

AD ALBA (CUNEO)

dal 2 ottobre 2010

la mostra

franco battiato

P R O V E   D ’ A U T O R E

Nella chiesa di San Domenico,

25 opere dell’artista e musicista siciliano

Dal 2 al 31 ottobre 2010

Tutti i giorni: 10.00 – 12.30; 15.00 – 18.30

Ingresso libero

Una volta pensavo che la mia totale incapacità nel disegno

dipendesse dalla mancanza di una naturale predisposizione,

come nel caso di uno stonato

che non riesce ad emettere la stessa nota che ha in testa.

Col tempo ho scoperto invece che avevo un’idea astratta,

archetipa, dell’oggetto che osservavo;

quello che mi mancava era la possibilità di coglierlo

nella sua esatta forma.

Per analizzare praticamente questo genere di chiusura,

vent’anni fa iniziai a dipingere, per pura sfida:

questa terapia riabilitativa mi sta privando di quel difetto.

Ora posso dire, finalmente, che potrei cominciare a dipingere,

e bene, anche se non so quando.

L’esposizione ripercorre la produzione di Battiato pittore dagli anni ’90 a oggi, attraverso 25 opere realizzate tra gli anni ’90 e oggi, tra cui il grande Trittico oltre a Gilgamesh, suo primo libro d’artista e il mediometraggio, di cui ha curato la regia, dedicato allo scrittore Gesualdo Bufalino, presentato alla mostra del Cinema di Venezia nel 2009.

Personalità poliedrica, Battiato ha sempre parlato del suo approccio all’arte, come una ‘pura sfida e una terapia riabilitativa’ che lo hanno portato alla ricerca di diverse forme espressive e a perseguire una strada di assoluta autonomia, libero da dogmi stilistici di ogni genere, lontano dalle scelte critiche e del mercato.
Come afferma Elisa Gradi, “Franco Battiato non è un pittore. È un uomo che dipinge. Questo ribalta la prospettiva e annienta ogni tentativo di schematizzazione. Sebbene sia constatabile un progressivo affinamento della tecnica pittorica nel suo percorso, Battiato non se ne lascia sopraffare, non assoggetta se stesso e il suo lavoro a finalità estetiche dettate”.
Come lo stesso Battiato ha avuto modo di affermare, “Una volta pensavo che la mia totale incapacità nel disegno dipendesse dalla mancanza di una naturale predisposizione, come nel caso di uno stonato che non riesce ad emettere la stessa nota che ha in testa. Col tempo ho scoperto invece che avevo un’idea astratta, archetipa, dell’oggetto che osservavo; quello che mi mancava era la possibilità di coglierlo nella sua esatta forma. Per analizzare praticamente questo genere di chiusura, vent’anni fa iniziai a dipingere, per pura sfida: questa terapia riabilitativa mi sta privando di quel difetto. Ora posso dire, finalmente, che potrei cominciare a dipingere, e bene, anche se non so quando”.

Il percorso espositivo si snoda attraverso i nuclei concettuali della sua riflessione sull’arte: il tempo, la memoria, la storia, la bellezza, l’indagine di una figurazione che esplora l’invisibile.
La sua ricerca, isolata dalle tendenze e dalle mode dell’attualità, lo porta alla realizzazione di opere in cui impone il proprio tempo creativo, dove è ben presente la rilettura dell’arte bizantina e medievale, traendo liberamente da esse riferimenti e motivi, quali la ieraticità delle figure, come ben evidente nei ritratti di Gilgamesh o di Manlio Sgalambro, e l’uso del fondale oro, come in Dervisci danzanti, o in Preghiera. Franco Battiato. Prove d'Autore

A cura di: Elisa Gradi in collaborazione con Giuliano Allegri e Simone Sorini

Periodo: 02/10/10 - 01/11/10

CHIESA DI SAN DOMENICO
via Teobaldo Calissano
Alba (CN)



Prove d'Autore - Franco Battiato

Prove d'Autore - Franco Battiato
www.artsblog.it




permalink | inviato da fiordistella il 30/9/2010 alle 20:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


31 ottobre 2009

IL PROFILO DEL TARTUFO-MERCEDES BRESSO-

Torno or ora dal Palazzo delle Mostre e dei Congressi, in quel di Alba, e dall'aver assistito alla presentazione da parte di Mercedes Bresso, presidente della regione Piemonte, del suo ultimo libro, intitolato, per l'appunto, Il profilo del tartufo.
La presentazione è stata piacevole: ora leggerò il libro e poi vi dirò.
Intanto, per agevolarvi, vi squaderno lo squadernabile, prendendolo a prestito da:

www.blogbooksshow.myblog.it

Da un bar per turisti nel centro di Hong Kong e da un notaio italiano con una strana valigetta termica legata al polso prende il via il romanzo 'Il profilo del tartufo' di Mercedes Bresso, edito da Rizzoli.

Il thriller contiene una morale, abbastanza trasparente, che riguarda l’uso del territorio. Ma al di là di questo è anche una classica storia da brivido, fra diamanti, falsari di banconote, ingenui sofisticatori di tartufi, tre morti ammazzati, agguati notturni e fiato sospeso, dalle strade affollate di Hong Kong alla magica notte di luna piena sulla collina di Barbaresco, quando un cane trova come sempre il suo tesoro e l’ispettrice capisce per una volta, invece, che qualcuno ha fatto breccia nel suo cuore.

Sia nei panni di presidente della Regione Piemonte che di neo-giallista, Mercedes Bresso dimostra di essere perfettamente a Suo agio, offrendo al lettore, nell'ultimo caso, un primo romanzo che riesce ad unire una grande capacità di osservazione alla perfetta conoscenza di un territorio ricco di suggestioni e buoni sapori. Un thriller geopolitico che indaga il rapporto tra enogastronomia e delitto proiettando il Piemonte sullo sfondo di una detection che gela il sangue e seduce il palato.


 

il-profilo-del-tartufo-2049770.jpgTitolo: Il profilo del tartufo
Genere: Gialli, Horror, Thriller, Noir
Autore: Mercedes Bresso
Editore: Rizzoli
Anno: 2009
Collana: Rizzoli best
Informazioni: pg. 206
Codice EAN: 9788817032070

Prezzo Book Shop: € 13,60
Prezzo di listino: € 17,00
Sconto: € 3,40 (20%)

IL LIBRO - Hong Kong. Il corpo di un giovane notaio italiano giace nella toilette di un bar per turisti: ha il collo spezzato e gli occhi sono persi nel vuoto. Intanto la preziosa valigetta termica che doveva consegnare a una banca si allontana nelle mani di un killer senza volto, tanto brutale quanto abile a nascondersi nella vita convulsa della metropoli.

Dall'altra parte del mondo, al castello di Grinzane Cavour si celebra il successo dell'Asta Internazionale del Tartufo. La sera precedente il "re dei tartufi", l'esemplare più grande dell'anno, è stato battuto per la cifra record di duecentomila euro: un trionfo per gli organizzatori e per tutto il Piemonte.

Due realtà diverse e lontane, apparentemente scollegate, eppure le ragioni dell'omicidio del notaio si annidano proprio nel labirinto di colori e profumi delle Langhe. A risolvere l'intricatissimo caso saranno chiamati la vicecommissario Sandra Lusso e lo svizzero Claude Muller, curioso professore di storia del paesaggio, che si addentreranno nella selva di eccellenza e contraffazione che è la nuova economia del gusto.

L'AUTORE - Mercedes Bresso è nata a Sanremo da padre torinese e madre ligure. Vive a Torino. È presidente della Regione Piemonte e in precedenza ha ricoperto numerose cariche istituzionali. Professore di economia al Politecnico di Torino, è specializzata in economia dell’ambiente, materia che ha insegnato in università italiane ed estere.

Ha scritto importanti testi scientifici, tra cui Pensiero economico e ambiente e Per un’economia ecologica. Questo è il suo esordio narrativo.
Ed è anche un personaggio simpatico, oltre che un'ottima politica. Guarda un po' qui...


Claudio Villa con il presidente del suo fans club
torinese Mercedes Bresso nel 1962.
Infatti ,in gioventù, nel 1959, ha fondato il primo fans
club torinese dedicato a Claudio Villa, di cui era
un'ammiratrice; successivamente ha conosciuto Villa,
negli studi torinesi della sua casa discografica,
la Fonit-Cetra, ed ha avuto l'occasione per scrivere
insieme alla sorella il testo di Furibondo twist
(su musica di Matteo Treppiedi), canzone incisa
dal cantante nel 1962 sul 45 giri
Enamorada/Furibondo twist (Fonit-Cetra, SP 1118)


Mercedes Bresso, oggi

E' del 1944...Se li porta bene, vero?



Il sito web di Mercedes Bresso
www.mercedesbresso.it

Ciao a tutti. Smack smack smack




permalink | inviato da fiordistella il 31/10/2009 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


4 novembre 2008

PIOVE.

Non so da voi, ma in Langa piove che Dio la manda. E domani ricorre il 14° anniversario dell'alluvione che causò una settantina di morti. Sembra ieri..
http://www.youtube.com/watch?v=xjDP1GczCJo
http://www.youtube.com/watch?v=E8rw92UKSwo
400asa.it - la fotografia digitale: i reportage fotografici - alluvione 11/94 - fotografia di Vittorio Ubertone Asti
400asa.it - la fotografia digitale: i reportage fotografici - alluvione 11/94 - fotografia di Vittorio Ubertone Asti
400asa.it - la fotografia digitale: i reportage fotografici - alluvione 11/94 - fotografia di Vittorio Ubertone Asti




permalink | inviato da fiordistella il 4/11/2008 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

sfoglia     novembre       

https://www.facebook.com/?ref=logo https://www.facebook.com/photo.php?fbid=103550949752993&set=a.103550946419660.4947.100002942650526&type=1&source=11 Maria Antonietta Panizza

Crea il tuo badge


by Blografando&BW