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10 gennaio 2010

E' VERO CHE VI SENTITE STRANI?

 

I virus modificano il Dna umano

L'8% dei geni umani proviene dai virus. Lo studio

L'8% dei geni umani proviene dai virus
Siamo dei mutanti? Destinati a trasformarci poco a poco in una specie di Visitors o altri strani esseri da film di fantascienza? O chissà che altro…
Fatto sta che, secondo un team di ricercatori statunitensi e giapponesi, l'8% dei nostri geni, anziché dai nostri antenati, proviene dai virus.

I responsabili di questa nuova "invasione aliena" sarebbero i bornavirus, da Borna la città tedesca in cui nel 1885 si verificò un’epidemia che decimò il locale reggimento di cavalleria.
Questo tipo di virus che, al pari di quelli già passati da animale a uomo, colpisce il cervello dei mammiferi (specialmente cavalli e ovini) e di alcuni uccelli può infettare anche l’essere umano.
Il fatto che l'8% dei geni che formano il Dna umano siano formati da retrovirus era cosa nota ed eredità di milioni di anni fa, ma che nel Dna dei mammiferi vi fossero anche elementi virali è una notizia inaspettata ed è quanto scoperto dai ricercatori dell'Università di Osaka (Giappone).

Il dr. Masayuki Horie, che ha coordinato lo studio, ha analizzato campioni di Dna di diversi mammiferi ed esseri umani.
Studiando 234 genomi i ricercatori hanno scoperto sequenze simili a quelle del bornavirus. Il processo che sta dietro a questa assimilazione "aliena" è chiamato endogenizzazione e comporta un'integrazione dei geni virali nei cromosomi delle cellule atte alla riproduzione che, in questo modo, si trasmette di padre in figlio.
Quindi, non stupitevi se da qualche tempo a questa parte vi sentite un po' strani…
(lm&sdp)

Source: lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Nature".




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6 gennaio 2010

CIAO, BEFANI! :-))

 





www.clipboom.it




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3 dicembre 2009

NINO ROTA-3 DICEMBRE 1911-

Avete presente, o cari i miei raffinati cinefili, i film di Federico Fellini, e non solo?
Ebbene: a parer vostro, avrebbero ottenuto la medesima fama immortale se le scene più significative non fossero state sottolineate e contrappuntate dalle musiche di Nino Rota?
Non voglio mica condizionarvi nella risposta, ci mancherebbe: pensateci e rifletteteci.
Per aiutarvi nella fatica, vado a saccheggiare youtube. Bye :-))

http://www.youtube.com/watch?v=Bd78aT7-RXU    La dolce vita

http://www.youtube.com/watch?v=9oHzAQ-lJCM     La dolce vita

http://www.youtube.com/watch?v=nWqC6kRCLjI     Otto e mezzo

http://www.youtube.com/watch?v=ygr7De1wq6o   Amarcord

http://www.youtube.com/watch?v=mZiY1hNN9VQ  Il padrino

http://www.youtube.com/watch?v=c5_e-scRrnY     Romeo e Giulietta




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21 novembre 2009

PIU' BELLE SENZ'ACQUA

Uno studio inglese: non è vero
che bere molto fa bene alla pelle
e combatte le rughe. Uno a uno
crollano tutti i miti della cosmesi:
tanti sacrifici per nulla

 
Da Narciso, che annega per afferrare la propria immagine riflessa nel fiume, alle nostre antenate disposte a immergersi nella calce viva per rimuovere i peli superflui dal corpo, come racconta Bartolomeo Trommsdorff nel manuale del 1821 «Callopistria, ossia la chimica diretta al bello del mondo elegante», la storia della bellezza è impastata di lacrime e sangue. Anche oggi il mito più effimero è quello che meglio resiste al tempo: la settimana scorsa il presidente dell’associazione dei chirurghi plastici britannici Nigel Mercer ha denunciato la cifra record di centomila operazioni cosmetiche l’anno (e in Italia si parla di cifre ancora superiori). Non c’è fine alla ricerca della perfezione: se l’obiettivo resta costante nei secoli i metodi per raggiungerlo mutano continuamente, costringendo le donne (ma ormai anche gli uomini) a un estenuante esercizio d’aggiornamento quotidiano.

I veri rimedi
Credevate che trangugiare quantità oceaniche d'acqua restituisse alla pelle l'elasticità dei suoi primi sedici anni? Sbagliato. Il rapporto Food for Skin Report della British Nutrition Foundation (Bnf) rivela ora che la combinazione tra una dieta equilibrata e un’accorta protezione dal sole combatte l'avanzata delle rughe assai meglio dei classici due litri al giorno. Non che i dermatologi anglosassoni ridimensionino l'importanza dell'idratazione: l'acqua costituisce il 70 per cento del peso corporeo e secondo gli ultimi studi del Mental Health Foundation è fondamentale nella cura della depressione. Ma se si parla di zampe di gallina sotto gli occhi allora bisogna parlare di vitamine A, B, C ed E, quelle presenti in quasi tutta la frutta e la verdura: sono loro, sostiene il BNF, l'unico vero rimedio naturale contro l'invecchiamento di viso e decoltè.

«Non esistono prove scientifiche a sostegno della teoria che bere molto riduca la formazione delle ruge, si tratta solo di una credenza popolare», spiega al «Daily Express» l’autrice del rapporto, Heather Yuregir. E pazienza per chi da anni affida la propria immagine al rubinetto, distinguere il rimedio della nonna dalla prescrizione del dottore non è automatico come sembra. Nel saggio «Don’t swallow your gum and other medical myths debunked» («Non inghiottire la gomma da masticare e altri miti medici smascherati»), i pediatri americani Aaraon Carroll e Rachel Vreeman smascherano uno ad uno i falsi miti della scienza medica, quelle leggende urbane che a forza d’essere ripetute diventano dogmi, dall’uomo che sfrutta appena il dieci per cento del cervello ai capelli che continuano a crescere dopo la morte.

L'acqua insomma non è tutto. Un servizio della Bbc di alcuni mesi fa mostrava l’assenza di differenza tra la pelle di una ragazza che aveva bevuto due litri d’acqua al giorno per una settimana e quella di una alimentata a tè, caffè, succhi di frutta.

Il valore aggiunto, insiste la dottoressa Yuregir, è mangiare spinaci, bandire sigarette e alcol ma soprattutto rinunciare alla tintarella che alla fine dell'estate lascia sul volto segni assai più profondi d'una preoccupazione prolungata: «La maggior parte delle rughe dipende dal sole così come le macchie e l’ispessimento della cute». Come dire che serve più una buona crema protettiva d'una impegnativa terapia da cammello.

«L’ottanta per cento dell'invecchiamento della pelle è causato dai radicali liberi che vengono prodotti dall’inquinamento e da altri fattori ambientali», osserva il dottor Howard Murad nel suo saggio The Murad Method. Per quanto riguarda il rimanente venti per cento sembra sia peggio essere stressati che assetati. Sarà per questo che l'ultimo numero del Journal of Cosmetic Dermatology suggeriva la cura della dolcezza, un quadratino di cioccolato fondente ogni mattina per un incarnato da fare invidia a Lolita.

Chi beve per dissetare lo specchio può respirare un po’. Almeno fino alla prossima ricerca sull'efficacia miracolosa di qualche elisir per conquistare la bellezza o preservarla in eterno. Anche perchè ai miracoli non crede quasi più nessuno. Non sappiamo quanta acqua assuma la top model Kate Moss ma l'impressione è che preferisca una scorciatoia come Tua Tre'nd, il gadget da duecento sterline per rassodare i muscoli facciali e poi brindarci su.

E ora sentitevi la Moldava, di Smetana. E' acqua che fa bene allo spirito e alla mente :-))

http://www.youtube.com/watch?v=tLNY6qrmghE




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17 novembre 2009

LE LEONIDI

Pare che le Leonidi siano visibili ogni anno intorno al 17 novembre. Boh!
Vi dirò: pur di non muovermi di casa, per di più senza macchina per i noti motivi, per andare a controllare, sono disposta a crederlo sulla parola. Oh già :-))

Le Leonidi sono un prolifico sciame meteorico associato alla Cometa Tempel-Tuttle.

Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 17 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa al suo passaggio accanto al Sole. Quando la Terra attraversa l'orbita della cometa (e quindi la sua scia) nel tratto più vicino al sole, è visibile la pioggia di meteore.
Le Leonidi sono chiamate così perché il loro radiante (il punto da cui sembrano provenire) è chiaramente localizzato nella costellazione del Leone.

Le Leonidi viste dallo spazio

Le piogge di Leonidi sono famose per la loro spettacolarità, e in alcune circostanze possono assumere la natura di "tempeste", con migliaia di meteore ogni ora. Seguono un ciclo di 33 anni, associato con l'orbita della cometa Tempel-Tuttle.
Piogge di Leonidi di particolare rilevanza furono osservate nel 1698, 1799, 1833, 1866, 1966, e 2001.




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14 novembre 2009

ASTEROIDE NUMERO 16368 CITTA' DI ALBA

Ieri sera alle 21, cari i miei torrentelli a ripida pendenza, nell’Auditorium della Fondazione Ferrero di Alba, per il Ciclo di Conferenze 2009-2010, gli astronomi Mario Di Martino e Giovanni De Sanctis, insieme a Piero Bianucci, hanno tenuto un incontro dedicato ad "Alba tra le stelle. Un nuovo asteroide nella costellazione delle Langhe."
La Internationl Astronomical Union, il solo istituto abilitato a battezzare i corpi celesti, ha assegnato il nome "Alba" a un pianetino in orbita tra Marte e Giove. Ieri alle 18, appunto, durante una cerimonia ufficiale in Municipio, Mario Di Martino e Giovanni De Sanctis hanno consegnato al Sindaco Maurizio Marello i documenti ufficiali che sigillano il gemellaggio tra la Alba delle Langhe e la Alba delle stelle.
Nell’incontro alla Fondazione Ferrero hanno dialogato Giovanni De Sanctis, scopritore del pianeta insieme all’ astronomo belga Henri Debehogne, scomparso recentemente, e Mario Di Martino che ha proposto il nome "Alba" all’International Astronomical Union. L’asteroide Alba porta il numero 16.368, è stato scoperto il 28 febbraio 1981, ha un diametro di 11 chilometri, e in cinque anni e mezzo completa un’orbita intorno al Sole a una distanza media di 450 milioni di chilometri (tre volte la distanza Terra-Sole). La motivazione della scelta del nome fa riferimento ad Alba in quanto città che si è battuta per la libertà nella lotta di Resistenza e in quanto capitale di un territorio dal grande interesse eno-gastronomico.
 Ah!, io c'ero, eh... :-))
Mario Di Martino è astronomo all’Osservatorio Astronomico di Torino dai primi anni Ottanta. Studioso dei corpi minori del Sistema Solare (asteroidi e comete), negli ultimi anni ha rivolto i suoi studi verso le strutture e i fenomeni da impatto di corpi cosmici sulla Terra, in particolare il fenomeno di Tunguska, in Siberia. È autore di 150 articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali ed è membro dell’International Astronomical Union e dell’A m e r i c a n A s t r o n o m i c a l Society. Come divulgatore, collabora con La Stampa e con le riviste Le Stelle e Focus. L’International Astronomical Union ha dato il nome "Di Martino" all’asteroide 3.247.
Giovanni De Sanctis è astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Torino, dove lavora dai primi Anni Settanta. Nel corso della sua carriera ha scoperto più di 40 asteroidi ed ha effettuato numerose campagne osservative dedicate allo studio dei corpi minori del Sistema Solare e di Plutone, utilizzando telescopi nazionali e dell’Osservatorio Australe Europeo. Ha all’attivo numerosi articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali. In suo onore l’International Astronomical Union ha attribuito il nome "De Sanctis" all’asteroide 3.268.
Anche al giornalista Piero Bianucci l’International Astronomical Union ha dedicato un asteroide, il 4821, a riconoscimento della sua fondamentale attività di divulgatore astronomico.




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7 settembre 2009

DIMMI CHE MUSICA ASCOLTI E TI DIRO' CHI SEI

Una ricerca britannica stabilisce le correlazioni fra preferenze musicali e stili di vita, al di là degli stereotipi

 

Alcuni ricercatori del Dipartimento di psicologia dell'Università di Leicester hanno completato la prima fase di una ricerca volta a stabilire l'esistenza di correlazioni fra preferenze musicali e stili di vita. "Sorprendentemente - ha osservato Adrian North, che ha diretto lo studio - ci sono pochissimi studi che correlano età, sesso, stato socio-economico e personalità al tipo di musica ascoltata, e quelli che esistono riguardano quasi esclusivamente gli Stati Uniti. Soprattutto, ci sono troppi stereotipi sul tipo di persone che ascolta certi tipi di musica." Finora il guppo di ricercatori di North ha esaminato 10.000 persone che hanno risposto, da tutto il mondo, a un questionario on line che assieme alla scelta fra 50 stili musicali richiede un ampia messe di notizie sugli stili di vita, credenze religiose, opinioni politiche, capacità economica, educazione, lavoro, salute, media preferiti, attività di tempo libero ecc. Dai primi risultati emergerebbe, per esempio, che i fan dell'hip-hop e della dance music abbiano avuto più di un partner sessuale negli ultimi cinque anni con una frequenza rispettivamente del 37,5 e del 28,7 per cento, contro l'1,5 per cento dei cultori di musica country. Essi inoltre sarebbero in media meno religiosi, poco propensi al riciclaggio, allo sviluppo delle energie alternative, e a tollerare aumenti di tasse pur di preservare i servizi sociali e il servizio sanitario pubblico. Sarebbero peraltro meno restii a infrangere la legge: ha ammesso di averlo fatto il 56,9% e il 53,1% dei membri dei primi due gruppi contro, per esempio, il 17,9% di quanti prediligono i musical. In compenso, un quarto di quanti amano la musica classica ha fumato mariuana e il 12,3 per cento dei patiti dell?opera lirica ha assunto funghi allucinogeni.

 www.lescienze.espresso.repubblica.it

http://www.youtube.com/watch?v=Wxpd0jT4jEY




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16 febbraio 2009

MA DICO: CON TUTTI I PROBLEMI CHE CI SONO AL MONDO...

 

Identificato uno dei geni responsabili della calvizie

Ricercatori italiani hanno identificato gene causa di una forma di calvizie

Sono milioni le persone al mondo che soffrono di calvizie. La maggioranza sono di sesso maschile, ma anche una significativa parte femminile ne è colpita: in particolare le donne in menopausa. È un fenomeno globale e per contrastarlo vengono spese ogni anno cifre ragguardevoli.
La ricerca è il frutto di una riuscita collaborazione tra l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, IRCCS e l'Università di Roma Tor Vergata. L’equipe, composta dal dott. Alessandro Terrinoni del laboratorio di Biochimica IDI-IRCCS e dal prof Gerry Melino, direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale della nostra Facoltà di Medicina insieme ad una equipe cinese e scozzese, ha pubblicato i risultati dello studio sulla rivista Nature Genetics.
I risultati mostrano come una forma di calvizie sia di origine genetica. Il gene responsabile è stato individuato in una piccola regione regolatrice del gene HR detta U2HR. Qui è codificata una proteina di 34 aminoacidi che opera come un repressore della proteina HR che è molto importante nella trasformazione da “telogen” ad “anagen” del follicolo pilifero. La mancata azione inibitoria impedisce al capello di rigenerarsi, causando l'alopecia.
Questa nuova scoperta apre nuovi orizzonti nella lotta a questo problema e si prevedono nuove possibilità di sviluppare farmaci mirati.
da La Stampa.it


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3 febbraio 2009

ALLORA: VOLETE SMETTERLA DI CHATTARE, INCOSCIENTI CHE NON SIETE ALTRO? MA DEVO SEMPRE FARVI LA PREDICA?!?! ;-))

L'uomo avrebbe detto di essere stato colpito da una nuova amica di chat

Accoltellato in un parco, è grave
«È stata la donna conosciuta in Rete»

Un 57enne ferito all'addome, al torace e alle cosce e trasferito in ospedale a Roma

ROMA - Un uomo di 57 anni è stato accoltellato in un giardino pubblico di Via Lemonia, al quartiere Tuscolano, nella periferia di Roma. L'uomo è stato ricoverato in gravi condizioni al Policlinico Casilino con ferite all'addome, al torace, alle cosce. Prima di perdere i sensi ed essere soccorso e trasportato in ospedale, il 57enne avrebbe detto di essere stato ferito da una donna appena conosciuta su una chat su Internet. Sembra inoltre che l'uomo sia stato accoltellato dall'amica di chat dopo aver avuto con lei un rapporto sessuale.

AL BAR COL VOLTO COPERTO DI SANGUE - Dopo essere stato ferito, l'uomo è riuscito a trascinarsi fino a un bar di piazza Aruleno Celio Sabino, con il volto ricoperto di sangue. Dal bar è partita la chiamata al 118 e 113. La polizia ha avviato accertamenti.

da Corriere.it


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10 gennaio 2009

E FIGURATI SE LE DONNE PERDEVANO L'OCCASIONE DI DARE ADDOSSO A UNA DONNA...

 Lo stiletto tacco otto
e il ruggito dell'acqua cheta

Se siete donne e avete fatto un cesareo, immaginate che sforzo può essere, cinque giorni dopo l’intervento, non tanto l’andare al lavoro quanto l’andare al lavoro indossando scarpe a stiletto tacco otto; è nello stiletto la chiave di tutto, dell’ambizioso eroismo post-partum di Rachida Dati. Se vivete sul pianeta terra e quindi conoscete la storia di JFK, potete capire perché un’orfana di presidente assassinato e mitizzato può aspettare fino a cinquant’anni prima di darsi alla politica, dopo aver fatto vita tranquilla e cresciuto tre ragazzi;ma l’aver fatto la mamma a tempo pieno finché voleva è uno dei motivi di astio verso Caroline Kennedy. Rachida D. e Caroline K. sono ai due estremi dello spettro delle maternità possibili. Molto estremi: una è figlia di immigrati marocchini diventata ministro della Giustizia e poi mamma a 43 anni senza dire il nome del padre; l’altra è una rarissima Kennedy che non abbia mai avuto problemi di alcol e droga, non abbia mai commesso stupri, abbia sempre lo stesso marito e abbia tirato su la prole normalmente. Ma tutte e due, ognuna dal suo angolo, stanno sorprendendo.

Rachida ha sparigliato da combattente senza scrupoli e senza paura. Ha mollato la neonata e ha messo su una photo opportunity che i media di mezzo mondo non hanno potuto ignorare; rendendo più difficile a Nicolas Sarkozy un rimpasto in cui lei verrebbe fatta fuori causa impegni da mamma. I media di mezzo mondo l’hanno anche attaccata. Molte donne sono intervenute; sostenendo che con la sua bravata ha ridicolizzato le leggi sul congedo di maternità, ha fatto sentire fesse quelle che dopo il parto sono giustamente a pezzi, ha fatto sembrare possibile quello che raramente è fattibile (Dati ha un ricco staff che maltratta; altra storia sarebbe tornare in ufficio subito dopo il parto facendosi, per dire, autobus più metro). Caroline, acqua cheta e poi pezzo pregiato della campagna di Obama, rischia di venire nominata dal governatore di New York nonostante interviste disastrose; viene difesa perché è perbene, perorerebbe buone cause e al Senato c’è già di molto peggio. Molte madri lavoratrici non la amano perché solo una iper-privilegiata può diventare senatore così, dopo aver lavorato quando le andava e allevato i figli senza sensi di colpa, a un’età in cui tante vengono messe da parte. D’altra parte, se nessuna si può identificare in pieno (senatrici ereditiere e ministre madri singole ce n’è poche), molte possono tifare, criticare, discuterne fino a notte fonda (specie se c’è da dare la poppata). E magari concludere che non esiste un Pensiero Unico sulla maternità e mai esisterà (certi diritti dovrebbero essere garantiti, però; e i dibattiti politico-pop non c’entrano niente).
da Corriere.it


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