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24 novembre 2009

TEMPI BUI

Vi propongo un estratto da
www.libertaegiustizia.it
Buona lettura


«Viviamo un tempo triste. Negli anni finali della mia vita, non immaginavo davvero di dover assistere ad un simile imbarbarimento dell'azione politica, ad una aggressione così brutale e sistematica delle istituzioni e dei valori nei quali ho creduto...». La prima cosa che colpisce, nelle parole di Carlo Azeglio Ciampi, è l'amarezza. Un'amarezza profonda, sul destino dell´Italia e sulle condizioni della nostra democrazia.

E mai come in questa occasione l'ex capo dello Stato, da vero "padre nobile" della Repubblica, lancia il suo atto d'accusa contro chi è responsabile di questo "imbarbarimento" e di questa "aggressione", contro il suo governo e la sua maggioranza, che stanno abbattendo a "colpi di piccone" i principi sui quali si regge la Costituzione, cioè "la nostra Bibbia civile".

"Vede - ragiona Ciampi - la mia amarezza deriva dalla constatazione ormai quotidiana di quanto sta accadendo sulla giustizia, ma non solo sulla giustizia. È in corso un vero e proprio degrado dei valori collettivi, si percepisce un senso di continua manipolazione delle regole, una perdita inesorabile di quelli che sono i punti cardinali del nostro vivere civile". Vale per tutto: non solo i rapporti tra politica e magistratura. Le relazioni tra potere esecutivo e Parlamento, tra governo e presidenza della Repubblica, tra premier e organi di garanzia, a partire dalla Corte costituzionale. L'intero sistema istituzionale, secondo Ciampi, è esposto ad un'opera di progressiva "destrutturazione".
"Qui non è più una questione di battaglia politica, che può essere anche aspra, come è naturale in ogni democrazia. Qui si destabilizzano i riferimenti più solidi dell'edificio democratico, cioè le istituzioni, e si umiliano i valori che le istituzioni rappresentano. Questa è la mia amara riflessione...".
"Mi ricordo un bel libro di Marc Lazar, uscito un paio d'anni fa, nel quale io e Berlusconi venivamo raccontati come gli estremi di un pendolo: da una parte Ciampi, l'uomo che difende le istituzioni, e dall'altra parte Berlusconi, l'uomo che delegittima le istituzioni. Mai come oggi mi sento di dire che questa immagine riassume alla perfezione quello che penso. Io ho vissuto tutta la mia vita nelle istituzioni e per le istituzioni, che sono il cuore della democrazia. E non dimentico la lezioni di Vincenzo Cuoco sulla Rivoluzione napoletana del 1797: alla felicità dei popoli sono più necessari gli ordini che gli uomini, le istituzioni oltrepassano i limiti delle generazioni. Ma poi, a rendere vitali le istituzioni, occorrono gli uomini, le loro passioni civili, i loro ideali di democrazia. Ed io, oggi, è proprio questo che vedo mancare in chi ci governa...".

"Le riforme si fanno per i cittadini, non per i singoli. L'ho sempre pensato, ed oggi ne sono più che mai convinto: basta con le leggi ad personam, che non risolvono i problemi della gente e non aiutano il Paese a migliorare".
"Io non do consigli a nessuno, meno che mai a chi mi ha succeduto al Quirinale. Ma il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura: la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale. La si usi: è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all'opinione pubblica". Ciampi non nomina Napolitano, ma fa un riferimento implicito a Francesco Saverio Borrelli: "Credo che per chi ha a cuore le istituzioni, oggi, l'unica regola da rispettare sia quella del "quantum potes": fai ciò che puoi. Detto altrimenti: resisti".

"C'è solo una cosa, della quale mi rammarico ancora oggi: il mio unico messaggio alle Camere, quello sul pluralismo del sistema radiotelevisivo e dell'informazione. Allora era un tema cruciale, per la qualità della nostra democrazia. Il Parlamento non lo raccolse, e da allora non si è fatto niente. Oggi, e basta guardare la televisione per rendersene conto, quel tema è ancora più grave. Una vera e propria emergenza".

Ma in tanto buio, secondo Ciampi c'è anche qualche spiraglio di luce. Per esempio l'appello lanciato su "Repubblica" da Roberto Saviano, che chiede di ritirare la legge sull'abbreviazione dei processi, la "norma del privilegio". "Io - commenta il presidente emerito della Repubblica - per il ruolo che ho ricoperto non uso firmare appelli. Ma condivido dalla prima all'ultima riga quello di Saviano. Risponde a uno dei principi che mi hanno guidato per tutta la vita. E il fatto che abbia ottenuto così tante adesioni rappresenta una speranza, soprattutto per i giovani. È il vecchio motto dei fratelli Rosselli: non mollare. Loro pagarono con la vita la fedeltà a questo principio. Qui ed ora, in Italia, non c'è in gioco la vita delle persone. Ma ci sono i valori per i quali abbiamo combattuto e nei quali abbiamo creduto. In ballo c'è la buona democrazia: credetemi, è abbastanza per non mollare".




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30 ottobre 2009

AMORI ROMANTICI

Il 30 ottobre del 130 d.C moriva Antinoo. Aveva 20 anni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Antinous Ecouen Louvre Ma1082 n3.jpg

Ritratto di Antinoo detto “di Ecouen”, scoperto nel XVIII secolo nella villa Adriana a Tivoli, oggi al Museo del Louvre di Parigi

Antinoo (Claudiopoli, 29 novembre 110 – Egitto, 30 ottobre 130) è stato un compagno dell'imperatore Adriano.

Antinoo nacque in una famiglia greca abitante nella provincia romana della Bitinia, zona oggi situata nel nord-ovest della Turchia. Una versione riporta che Antinoo si unì al seguito dell'Imperatore quando Adriano passò attraverso la Bitinia, intorno all'anno 124 d.C., divenne presto il suo giovane amante e lo accompagnò nella gran parte dei suoi viaggi all'interno dell'Impero. Un'altra versione dice che invece Adriano fece cercare per tutto l'Impero il giovane più bello che ci fosse, e scelse Antinoo. Molti ritengono che la loro relazione abbia seguito il modello classico della pederastia greca. In ogni caso la vera natura della relazione tra Adriano e Antinoo, che fosse o meno romantica, è incerta.

Nell'ottobre dell'anno 130 "Antinoo affogò nel Nilo". Tutt'oggi non si sa se la sua morte sia frutto di un incidente, di un suicidio, di un assassinio o di un sacrificio alle divinità.

Antinoo fu commemorato da Adriano anche con l'attribuzione delle stelle a sud della costellazione dell'Aquila che presero da allora il nome di Antinous.

Antinoo nel Museo Archeologico Nazionale, Atene

La relazione omosessuale fra Adriano e Antinoo fu oggetto di scherno da parte degli scrittori cristiani del tardo impero, che sottolinearono il rapporto fra la turpitudine di tale rapporto e la turpitudine dell'idolatria (un parallelo già presente nelle Epistole di san Paolo).

Anche se il culto (del tutto artificiale) di Antinoo si limitò a sbiadire spontaneamente col passare dei decenni, diverse statue di Antinoo scoperte dagli archeologi portano i segni della violenza con cui furono deliberatamente distrutte.

D'altro canto l'ossessione per l'immagine di Antinoo che caratterizzò la vita dell'imperatore Adriano dopo la morte del giovane amante, e la profusione di statue a lui dedicate a questo scopo, rende il viso del giovane Bitino uno dei meglio conservati dell'antichità, su busti, statue, gemme, bassorilievi, disegni e incisioni: senza dubbio un caso unico nella storia dell'arte di tutti i tempi di conservazione della memoria di un volto in nome dell'amore di un uomo.

Antinoo nel Museo del Prado, collezione Reale, Madrid

Presso il grande pubblico, la vicenda di Antinoo e Adriano è stata in tempi recenti riscattata dalla poeticità del romanzo di Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, che narra la vicenda ponendo l'accento sugli aspetti romantici dell'amore tra l'imperatore e Antinoo.




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27 ottobre 2009

A STOMACO VUOTO IN UN MONDO PIENO DI CIBO

Che almeno serva a qualcosa aver contato un miliardo e passa di persone che soffrono la fame. Perché lo stomaco vuoto di un abitante ogni sei del pianeta non è una delle priorità dell’agenda politica globale. Eppure ormai è evidente che il diritto al cibo necessario per vivere è soprattutto una questione politica ed economica.

I dati appena pubblicati dalla FAO nel rapporto The State of Food Insecurity forse li avete già letti. Li riassumo brevemente. Nel 2009, 1,02 miliardi di persone stanno soffrendo la fame. Il nove per cento in più rispetto allo scorso anno. Il numero assoluto di affamati è il più alto dal 1970 (di fatto da quando esistono statistiche sul problema). Bel record per un mondo sempre più globale. Qui sotto trovate la distribuzione per aree geografiche.



fig-4-e


Rispetto al 2008: Asia-Pacifico +10,5 per cento; Africa Subsahariana +11,8 per cento; America Latina+12,8 per cento e infine dal Medioriente e Africa del Nord +13,5 per cento; e poi la new entry, le nazioni sviluppate con + 15,4 per cento. Quest’ultimo forse il dato più eclatante e significativo perché i supermercati sono pieni di cibo, come è facile verificare. Ma le mense per poveri sono sempre più piene di persone “normali” che non hanno i soldi per sfamarsi, come è facile verificare, volendo. Dunque è una fame che ha radici economiche, come ricorda The State of Food Insecurity, ma è un fenomeno paradossale.

Perché se è vero che prima un aumento dei prezzi degli alimenti e poi la crisi economica, quando i prezzi hanno iniziato a scendere, hanno spinto sempre più persone a non poter mangiare come dovrebbe (compresi molti nostri concittadini), è anche vero che di cibo il mondo ne produce abbastanza per tutti. E il numero crescente di stomaci vuoti in un mondo pieno di cibo è un paradosso irritante e inaccettabile (faccio mie le parole della FAO che trovate qui sotto).

The latest hunger figures are particularly unsettling as undernourishment is not a result of limited international food supplies. Recent figures of the FAO Food Outlook indicate a strong world cereal production in 2009, which will only modestly fall short of last year’s record output level. Clearly, the world can produce enough food to eliminate hunger.

Che poi una pensa: sì, vabbene, sono solo parole. E invece no.

L’Africa Subsahariana per esempio. Nel 2008, per la prima volta da decenni (altri dati FAO), la produzione alimentare pro capite in quella parte del mondo è tornata a crescere. La popolazione è cresciuta del due per cento e i raccolti del 3,5 per cento. Eppure, tornando ai dati di The State of Food Insecurity, tra 2008 e 2009 si registrato +11,8 per cento di persone che soffrono la fame.

Insomma, si sta facendo di tutto per riportare tra noi lo spettro di Malthus, l’economista di fine Settecento che predisse un futuro catastrofico per l’umanità, causato da un aumento esponenziale della popolazione non accompagnato da una crescita adeguata della produzione alimentare. Eppure, è stato ripetuto fino alla nausea, abbiamo la possibilità di sconfiggere Malthus. E dobbiamo. Pena un mondo molto pericoloso, come ha spiegato Lester Brown in un articolo pubblicato qualche mese fa da «Le Scienze» (qui trovate un post a riguardo). Un mondo dove sempre più nazioni sperimenteranno il collasso della governabilità causa delle rivolte dei cittadini poveri e affamati, e saranno fonti di destabilizzazione sociale ed economica per le altre nazioni che manterranno l’ordine.

Concludo con una dichiarazione del direttore generale della FAO Jacques Diouf rilasciata in occasione della presentazione di The State of Food Insecurity:

Se è vero che i leader mondiali hanno reagito con determinazione alla crisi economica e finanziaria e sono stati in grado di mobilitare miliardi di dollari in un lasso di tempo molto breve, la stessa azione decisa è adesso necessaria per combattere fame e povertà.

www.spataro-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it




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25 ottobre 2009

PRIMARIE PD

2° aggiornamento: confermato. Ad Alba 1° Bersani, 2° Franceschini,3° Marino, sia al nazionale che al regionale. Vi darò i dati ufficiali domani, cari i miei peperoncini all'acciuga, perchè ora bisogna andare a nanna. Domani si lavora, mica si pettina la coda agli scoiattoli :-)

1° aggiornamento: sembrerebbe Bersani, Franceschini, Marino. Tra un po' sarò più precisa :-)

Torno or ora dall'aver votato Marino in corso Europa, ad Alba. Anche da noi, un sacco di gente. Buon segno. Vinca chi vuole ( Marino Marino Marino Marino... :-))  ), purchè il risultato complessivo sia buono. Però bisogna dire a Franceschini e a Bersani che la smettano con questa valanga di sms che inviano da giorni e che si è intensificata nelle ultime ore. Non se ne può più. Non sono mica piazzisti di tappeti ( con tutto il rispetto, neh...). Il popolo di sinistra sa chi votare di suo, mica aspetta di farsi imbonire. Orsù, smettiamola di fare i berlusconiani. Se ci misuriamo sul suo terreno, Berlusconi è sicuramente più bravo e ci surclassa. Ma noi siamo i migliori in assoluto, ça va sans dire.
Care le mie mollette verdi, fra quattro o cinque ore vi aggiornerò sui risultati di Alba. Mio marito è là che presidia e mi trasmetterà i risultati in tempo reale :-))
Bye, per il momento :-))




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24 ottobre 2009

SONO STRA-STUFA DI PORCATE, A DESTRA E A SINISTRA.

VOGLIO CHE SI DIMETTANO E CHE LASCINO LA POLITICA.

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18 ottobre 2009

DON FARINELLA

Dal blog di Beppe Grillo:

http://www.youtube.com/watch?v=4HF_tmq4KTQ

Il 4 ottobre 2009 il Movimento Cinque Stelle è nato nel segno di San Francesco. Vi immaginate Francesco che parla agli inceneritori, alle centrali nucleari e alle scorie tossiche? Lui che parlava con l'acqua, il sole e le rondini. Don Farinella era presente allo Smeraldo, un pastore di strada, un prete tra i molti che sta cambiando la Chiesa dal basso.

Beppe Grillo : "C’è ancora una parte della Chiesa che a volte dissente, a volte si ribella, una chiesa evangelica, una chiesa che parla di Vangelo, di Cristo che allarga le braccia ai più disgraziati, una Chiesa che andrebbe anche bene questa, se cambiasse l’amministratore delegato, e c’è una Chiesa invece di pastori di strada, di borderline, come si è definita la persona che vi volevo presentare: sono persone che dovevano essere qui con noi, da Ciotti a Zanotelli, a don Gallo. E’ venuta una persona, invece, secondo me che rappresenta un po’ tutti questi combattenti sulla strada, che danno veramente il vero messaggio evangelico di Gesù Cristo: è don Farinella di Genova, che è venuto a dirci due parole di conforto per la nascita di questo Movimento".
don Farinella: "Il mio nome è Paolo Farinella, di professione faccio il prete e mi piace farlo: lo farò - spero, penso e prego - fino alla fine della mia vita. Ho 62 anni, vengo dal millennio scorso e oggi mi trovo qui: è la prima volta che partecipo a un’assemblea veramente politica e per me è un onore e un orgoglio, perché ritengo che la politica sia l’arte più nobile che una persona possa esercitare nella propria vita, in quanto.. perché è il servizio che si avvicina più a quello che dovrebbe essere il servizio del prete, ossia un servizio disinteressato per gli altri. Quando un comico invita un prete a prendere la parola sul palco e il prete accetta, significa che i due mestieri si equivalgono. Ma è anche il segno che il Paese è alla frutta, perché i preti dovrebbero fare i preti, i comici i comici, i giornalisti i giornalisti e tutti insieme dovremmo fare la rivoluzione! ... Hasta siempre! Ho messo come titolo al mio intervento: “Sono solo un prete e voglio la rivoluzione”. La mia presenza qui insieme a voi è un brutto segno: il degrado ha toccato un livello tale che bisogna impedire che il vuoto morale e democratico sia riempito dalla feccia immorale che governa il nostro Paese! Il nostro Paese, ossia le italiane e gli italiani che si sono lasciati drogare consegnando l’Italia a una manica di delinquenti corrotti, corruttori, mafiosi e clericali!
Se posso dare una testimonianza diretta di una delle cose che ha detto Grillo e l’altro secondo motivo per cui sono venuto è che, alla fine, lo devo assolvere, se non altro per tutte le parolacce che dice, io ne dico di più. Un esempio vivente sono io, fino a qualche.. io uso il computer dal 1982, quando ancora bisognava impostare la pagina con punto PL e metterci il numero delle righe, con i flop quelli ancora flessibili e prima di quello usavo la macchina da scrivere con le testine che si cambiavano per fare caratteri diversi. Da trenta anni, 27 anni per la precisione, dico queste cose e parlo così perché io sono io e dicevo al mio capo di Genova, all’epoca il cardinale Siri, che io sono Paolo e non posso essere Paolo senza essere prete e non posso essere prete senza essere Paolo, perché sono prete con il cuore laico!
Nessuno più di un cattolico prete credente e praticante può essere e deve essere anticlericale!".
Beppe Grillo: "Ego te absolvo, in nomine Patri te absolvo!"
don Farinella: "Se un cattolico non è anticlericale non può essere cattolico e ve lo spiego subito: il clericalismo è la volontà di imporre una teocrazia attraverso le leggi umane, cioè siamo al livello dei talebani! Questa è la sharia! Un cattolico credente e praticane è colui che va in mezzo alla gente e, primo, testimonia con la sua vita, con la sua trasparenza, con il suo disinteresse. Quarto, scrive tre lettere di ripudio, di cui una Berlusconi e una a Bertone. E la terza, che fu la prima, nel 2006 un libro di 90 pagine in cui si dichiara obiettore di coscienza di fronte alla reintroduzione della messa preconciliare, quindi obiettore di coscienza di un motu proprio del Papa! Da 30 anni, 27 anni dico queste cose, ho sempre pagato in silenzio e continuerò a pagare in silenzio, perché non presenterò mai il conto a nessuno, non farò pagare a nessuno e soltanto adesso, che la rete mi ha dato un po’ di visibilità, mi dicono che sono coraggioso.
Non sono coraggioso: sono una persona mitissima, dolcissima, tanto che i miei, della mia parrocchia, mi dicono che sono materno e è bello questo, mi dicono; “ Lei è materno”. Dio è padre e madre, è vero questo, Isaia e quindi non sono coraggioso, non c’è nessun atto di coraggio, non sono come i morti dell’Afghanistan! Per i quali soffro, prego, ma non posso accettare che vengano dichiarati eroi! Da questo Stato che è l’Antistato! Avremmo bisogno, nel nostro Paese, di un’opposizione onorevole e grintosa: abbiamo il vuoto spinto e l’abbiamo visto alla Camera, con lo Scudo Fiscale; i mafiosi hanno mandato fiori alle mogli dei deputati o alle deputate e ai mariti delle deputate del PD!
In questo momento in cui noi siamo qui il Parlamento poteva anche essere sciolto, perché sicuramente il governo sarebbe caduto. La Lanzillotta e Giovanna Melandri hanno dichiarato: “ Eravamo in missione: in missione a Madrid per il PD”, cazzo!
Io li pago 15.000 Euro al mese per andare in missione a Madrid per il PD e non stare col culo sul sedile del Parlamento per votare contro una legge immorale?! E la Binetti era a un convegno della Croce Rossa, forse per spiegare quali sono le conseguenze sanitarie e mentali dell’uso del cilicio! Quale è la chiesa che voglio e per la quale vivo e per la quale mi impegno? “Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno dei Cieli. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che adesso piangete, perché riderete, beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame- forse qui c’è una variante: farabutto- a causa del figlio dell’uomo: allo stesso modo, infatti, agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi ricchi, perché avete già ricevuto la vostra ricompensa, guai a voi che ora siete sazi perché avrete fame, guai a voi che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi: allo stesso modo, infatti, agivano i loro padri con i falsi profeti”. Vangelo di Luca, capitolo 6. Dice Matteo: “ Padre Nostro, che sei nei Cieli, dacci oggi il nostro pane quotidiano”, cioè il lavoro, la dignità, la casa, la felicità, il buon nome, il rispetto, un Parlamento etico, un Presidente del Consiglio presentabile! Voglio una Chiesa separata dallo Stato!
Voglio anche una scuola privata, ma che sia finanziata da chi la vuole! Voglio una Chiesa libera da ogni compromesso di corruzione, da ogni compromesso con governanti corrotti e corruttori, come i tribunali hanno già stabilito, che fanno mercato di scambio e di regime di prostituzione - adesso le chiamano escorts! - istituzionalizzata, che inneggiano la famiglia e “si accompagnato con vagonate”, parole dell’Avvocato, “dell’utilizzatore finale”. Chi sostiene questo governo, per concludere? Lo sostiene una larghissima parte del mondo cosiddetto cattolico; lo sostiene Comunione e Liberazione: lo sostiene Comunione e Liberazione, che qui a Milano ha la sua centrale nel Presidente della Regione e fanno affari. Le finanze vaticane sono nelle mani dell’Opus Dei, la Lega Nord va a incontrare Bagnasco per presentare il Vangelo di Gentilini e Calderoli, l’uomo dalle specchiate porcate, è stato insignito del premio internazionale Giovanni Paolo II - notate la motivazione - per avere, nella sua azione politica, tutelato e promosso la Sacralità della Vita in armonia con i principi cristiani e con i valori della dottrina sociale della Chiesa Cattolica ... peccato che non possano inneggiare alla sacralità della vita tutti i morti ammazzati che Calderoli e compagni hanno ucciso nel male in Iran e in Afghanistan, anche con il fuoco amico! Siccome devo chiudere perché il tempo vola, diceva - concludo con una citazione del - il cardinale Mazzarino, che se ne intendeva, alla Corte di Luigi XIV: “Il trono si conquista con le spade e i cannoni, ma si conserva con i dogmi e superstizioni”. C’è una differenza tra religione e fede: la religione è l’uso prostituito che si fa di Dio, la fede è incontrare, come ha fatto Francesco d’Assisi, la persona di Gesù Cristo, innamorarsene e farne innamorare, la fede è degli innamorati, perché cambiano la loro vita, cambiano il loro stile di vita, cambiano i loro modelli di riferimento: per questo cito l’ultima parola, Don Lorenzo Milani nella lettera a una professoressa a pagina 14, che dice che: "Il problema degli altri è uguale al mio: sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia!".
Io faccio la mia parte, voi fate la vostra, ognuno, come dice Blaise Pascal, non può non fare una scelta, non può non prendere una posizione, perché non possiamo delegare a nessuno il valore e il senso della nostra vita, in quanto siamo incastrati e dobbiamo scegliere, o la vita o la morte. Questa sera forse è già troppo tardi!".




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16 ottobre 2009

16 OTTOBRE 1943

 

NON C'È FUTURO SENZA MEMORIA
COLORO CHE NON HANNO MEMORIA DEL PASSATO 
SONO DESTINATI A RIPETERLO

Il 16 ottobre 1943

«La grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30 del 16 ottobre 1943. Oltre cento tedeschi armati di mitra circondarono il quartiere ebraico. Contemporaneamente altri duecento militari si distribuirono nelle 26 zone operative in cui il Comando tedesco aveva diviso la città alla ricerca di altre vittime. Quando il gigantesco rastrellamento si concluse erano stati catturati 1022 ebrei romani. 

Due giorni dopo in 18 vagoni piombati furono tutti trasferiti ad Auschwitz. Solo 15 di loro sono tornati alla fine del conflitto: 14 uomini e una donna. 
Tutti gli altri 1066 sono morti in gran parte appena arrivati, nelle camere a gas. Nessuno degli oltre duecento bambini è sopravvissuto.»
(F. Cohen, 16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Rom.

www.sant'egidio.org




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15 ottobre 2009

GUSTAVO ZAGREBELSKY-LA DEMOCRAZIA DELEGITTIMATA

E' un articolo un po' lungo, ma ne vale la pena. Leggetelo  :-))

http://www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=2969&id_titoli_primo_piano=1




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8 ottobre 2009

LA NOTTE DELLA REPUBBLICA?

NO!
DEVE ESSERE L'ALBA DELLA REPUBBLICA, O POPOLO ITALIANO!


 http://www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=2954&id_titoli_primo_piano=1




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29 settembre 2009

DIREI CHE E' ORA DI FINIRLA

"Obama deve essere ucciso?"
sondaggio choc su Facebook

Il social network chiude subito il poll. Gli oo7 Usa aprono un'inchiesta

WASHINGTON
I sentimenti di odio, razziale o meno, contro Obama innescati dal suo progetto di riforma sanitaria dilagano anche su Facebook. Sul sito di social network è apparso sabato un sondaggio in cui si chiedeva senza mezzi termini: «Il presidente Barack Obama dovrebbe essere ucciso?». Le risposte alternative erano «No; forse; Sì e Sì se taglia la mia assistenza sanitaria».

Il macabro sondaggio è stato rimosso da Facebbok e i Servizi Segreti, gli agenti del Tesoro che vigilano sulla sicurezza del presidente e della famiglia, ha aperto una inchiesta prendendo molto sul serio la minaccia, scrive Usa Today. Barry Schnitt, portavoce di Facebook, ha escluso qualsiasi legame diretto con il sondaggio che sarebbe stato fatto da un singolo individuo usando una applicazione che è stata subito sospesa.

All’inizio forse doveva essere solo uno scherzo ma sul sondaggio a proposito della necessità di uccidere Barack Obama ora c'è anche un’indagine dei servizi segreti. Il sondaggio era partito come una vera e propria indagine d’opinione con tanto di risposte multiple appunto. La pagina però non ha fatto in tempo a registrare le risposte perchè è stata chiusa appena i tecnici si sono accorti della provocazione. «Siamo a conoscenza del sondaggio», ha detto al Washington Post Darrin Blackford, uno degli 007 americani, «prenderemo i necessari passi per investigare, queste cose vengono prese con la massima serietà».



www.Lastampa.it




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