.
Annunci online

  avocado [ NON AGITIAMOCI: TANTO NEI TEMPI LUNGHI SAREMO TUTTI MORTI. "...E quando una persona mite decide di fare la stronza, lo sa fare. Alla grande. Freddamente. Lucidamente. Con cattiveria. Senza sconti".www.unamanciata di more.splinder.com ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


grandmere
MARGHE
TIGLI
CARLO
ROMANA
VALENTINA
MAZZULLO
PIGIAMA A RIGHE
fort
LOTO
ENRICO
GIORS
OLTRE IL CANCRO
MARINA
ALTEZZA REALE
OLGHINA DI ROBILANT
WIDE
MAMIGA'
MIA
GIORGIA
CHIARA
EMILY
AGRI
CAUTY
STEFANO
GARBO
ZENA
DELPHINE
MURASAKI
NONNA
RENATA
BARBARA
CONGEDO
DISINFORMAZIONE
VIDEOMISTERI
GARDENIA
RICETTE REALI
CORRIERE
REPUBBLICA
STAMPA
VECCHILIBRI
GIORNALE
AMAZZONE
JUNG
ALLE
ROYALDUE
VEJA
LAURA
PUNTOVIOLA
CATERINA
L'ANCORA
IL RASOIO DI OCCAM
LOREDANA LIPPERINI
MARTA
SVEZIA
VARIA NOBILTA'
MAXIMA
ESTEL
VALLEBORMIDA
SPINOZA
SAVOIA
antonella landi
voghera
università pavia
Archiniere
elasti-girl
alessandria
il piccolo
provincia pavese
oltrepò
genslabo
mistero

cerca
letto 1147053 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


29 ottobre 2020

MICROMEGA

MicroMega 6/2020: “Prostituzione: sesso, denaro, potere / Stati Uniti: democrazia a rischio” - Presentazione e sommario


Il nuovo numero della rivista diretta da Paolo Flores d’Arcais, in edicola dal 17 settembre, presenta ai lettori due focus: uno dedicato alla prostituzione, l’altro incentrato sugli Stati Uniti tra Covid-19, elezioni e proteste.

La sezione dedicata alla prostituzione si apre con il caleidoscopio offerto dalle testimonianze che Elettra Santori ha raccolto tra chi la prostituzione la vive (o l’ha vissuta) in prima persona. Caleidoscopio che ritorna anche nel saggio di Giulia Selmi, che propone un quadro delle varie forme di prostituzione. Oria Gargano ci racconta invece la tratta delle schiave, che dall’Africa porta sulle strade delle nostre città le primogenite di tante famiglie, “sacrificate” per sconfiggere la miseria. Carlotta Rigotti mette a confronto alcuni modelli legislativi europei: dal proibizionismo croato alla legalizzazione tedesca, passando per il modello svedese. Giorgia Serughetti ci offre una fotografia dei clienti, mettendo in luce come essi non costituiscano un gruppo omogeneo, né per estrazione sociale né per età né per tipologia di prestazioni richieste.

Anche Riccardo Iacona punta i riflettori sui clienti, evidenziando come nello scambio con la prostituta il vero oggetto non sia il sesso in quanto tale bensì il potere. Simona Argentieri analizza i clienti da un punto di vista psicoanalitico, indicandone un denominatore comune: l’autoreferenzialità e il non riconoscimento dell’alterità. Edoardo Lombardi Vallauri esamina lo stigma di cui è avvolta la parola “prostituta”, concludendo che il vero scandalo – per la morale cattolica di cui siamo intrisi – risiede nel fatto che si tratta di sesso fuori da legami impegnativi. Sui nodi soggiacenti alla questione e su quali politiche pubbliche in materia sarebbe più opportuno adottare si confrontano quattro femministe, per coprire per il possibile l’intero spettro delle posizioni che dividono il movimento: Daniela Danna, Giulia Garofalo Geymonat, Monica Lanfranco e Barbara Bonomi Romagnoli. Infine Marilù Oliva e Mario Sesti ci conducono rispettivamente tra le pagine e le immagini che letteratura e cinema hanno dedicato a chi del sesso ha fatto un mestiere.

La sezione dedicata agli Stati Uniti, altrettanto ricca, vede invece i saggi di Elisabetta Grande, che illustra come le storiche diseguaglianze degli Stati Uniti si siano acuite durante la pandemia; Fabrizio Tonello, che ci spiega passo passo la grande truffa del sistema elettorale americano; Alessandra Lorini, che ci racconta le radici delle proteste del movimento Black Lives Matter e perché queste abbiano nel mirino monumenti e altri simboli confederati; Martino Mazzonis, che ci spiega da dove origina l'attivismo politico e sociale americano cui assistiamo; Gregg Gonsalves e Amy Kapczynski, che lanciano la proposta di ricostruire l’economia Usa da zero, attraverso un massiccio programma di posti di lavoro che garantisca la salute pubblica di tutti e che metta al centro il prendersi cura gli uni degli altri; Phillip Atiba Goff, Sam Sinyangwe, J. Scott Thomson, Alicia Garza, Vanita Gupta ed Emily Bazelon, che si confrontano su come andrebbe riformata la polizia in America in un’ottica più ampia che mira a combattere il razzismo sistemico e le disuguaglianze; Guido Caldiron, che, infine, ci offre una cronologia su Donald Trump, presidente da “guerra civile”.

VIDEO PRESENTAZIONI

IL SOMMARIO

ICEBERG 1 - prostituzione: sesso, denaro, potere
Elettra Santori - La prostituzione dal vero. Sei interviste sul campo
“Credo che un rapporto sessuale debba avvenire con spontaneità, quando c’è vera attrazione tra due persone, non riesco a concepire che questo possa essere considerato un lavoro”. “È un lavoro divertente, in cui sono io a dettare le regole”. “Il lavoro sessuale è un lavoro, ma non un lavoro come un altro”. “Non c’è dignità, non c’è pace nella prostituzione, nemmeno quando è volontaria”. “Si può fare sex work in modo creativo, gioioso, piacevole”. “Legalizzare la prostituzione significa legalizzare la schiavitù”. “L’escort non ci pensa affatto a combattere il neoliberismo e il materialismo dei consumi, vi nuota dentro come i pesci negli abissi”. Sono le voci, plurali, di chi la prostituzione la vive (o l’ha vissuta) in prima persona.

Giulia Selmi - Prostituzioni: sostantivo femminile plurale
C’è chi ha scelto di prostituirsi, e chi non ha altra scelta se non prostituirsi. C’è chi è costretta a vendere il proprio corpo per strada cedendo gran parte del proprio guadagno alle organizzazioni criminali, e chi riceve i clienti in casa propria, selezionandoli e riuscendo a mettere insieme un reddito. C’è chi vende prestazioni sessuali virtuali, e chi è costretta ad assecondare i desideri dei clienti finita la lap dance. Il mondo della prostituzione è un caleidoscopio dalle mille sfumature. Coglierle è il primo passo per capire come affrontare il fenomeno.

Oria Gargano - La tratta delle schiave   
La storia è sempre, tristemente, la stessa. Punto di partenza è la miseria e la mancanza di prospettive nel paese di origine. Di qui la decisione di ‘sacrificare’ la primogenita, spedendola in Europa per mantenere la famiglia. E quindi il deserto, e infine i lager libici, dove le ragazze sono torturate e violentate per mesi in attesa che una maman le chiami in Europa. Dove arrivano sperando di iniziare a lavorare come parrucchiere, mentre si ritrovano sui marciapiedi per ripagare i debiti contratti durante il viaggio. Diventando oggetto del desiderio di milioni di normalissimi uomini che, più o meno consapevolmente, si fanno complici di questa disumana vergogna.

Carlotta Rigotti - Prostituzione e diritto: alcune riflessioni sui modelli legislativi europei
Nel 1958 in Italia entra in vigore – dopo un lungo dibattito in parlamento e nella società – la legge Merlin che chiude i bordelli e rende di fatto la prostituzione illecita, sebbene non punisca chi si prostituisce né i clienti, ma coloro che dalla prostituzione traggono profitto. Una pietra miliare nella storia italiana, che oggi mostra però i suoi limiti. Come anche gli altri modelli normativi presenti sul territorio dell’Unione europea: dal proibizionismo croato alla legalizzazione tedesca, passando per il modello svedese che ha tentato di ribaltare la prospettiva, puntando i riflettori sui clienti.

Giorgia Serughetti - Consumatori o carnefici? La realtà è più complessa
Tutte le ricerche empiriche dimostrano che i clienti delle prostitute non sono un gruppo omogeneo, né per estrazione sociale né per età né per tipologia di prestazioni richieste. Rappresentazioni troppo riduttive della domanda di prostituzione non consentono di mettere in luce il tema complesso della responsabilità. Chi parla del cliente come normale consumatore tenderà a sollevarlo da ogni responsabilità per le condizioni di diseguaglianza in cui ha origine lo scambio di servizi sessuali per denaro. Chi invece sposa la visione del cliente-carnefice gli addosserà quasi interamente la responsabilità dell’esistenza della prostituzione, ignorando il ruolo svolto, oltre che dalle leggi del mercato, dalle politiche pubbliche in diverse materie.

Riccardo Iacona - Donne fatte a pezzi
Nei bordelli legalizzati tedeschi ci sono le offerte ‘3 per 2’ o quelle ‘all you can fuck’: paghi una certa cifra e puoi fare tutto quello che vuoi finché il pene – che hai magari dopato con il Viagra – ti regge. A frequentarli sono uomini di tutti i tipi, di tutte le età, di ogni categoria sociale, con vite sociali e affettive spesso normalissime. Ma com’è possibile che un uomo senza nessuna particolare patologia possa vivere l’incontro sessuale come fosse una scorpacciata? La risposta la si trova leggendo i commenti dei clienti sui siti specializzati: è una partita di potere, nella quale la donna viene fatta a pezzi, ridotta alle singole prestazioni. E annullata in quanto persona.

Simona Argentieri - Love for sale. I clienti delle prostitute sul lettino di una psicoanalista
Il fenomeno della prostituzione è molto variegato e anche fra i clienti le tipologie umane che si incontrano sono le più diverse. Nonostante questa grande varietà è tuttavia possibile da un punto di vista psicoanalitico rinvenire un denominatore comune: l’autoreferenzialità e il non riconoscimento dell’alterità. Non riuscire a integrare dentro e fuori di sé i due livelli della relazione, quello primario dell’unione tenera senza conflitto e quello delle pulsioni irruente e disturbanti della seduzione e dell’eccitazione. Nell’andare con una prostituta non occorre infatti preoccuparsi della qualità della performance, dei preliminari o dei tempi del congedo, poiché non si deve tener conto dell’altra persona.

Edoardo Lombardi Vallauri - Lo stigma della prostituta e l’ipocrisia della cultura cattolica dominante
La parola ‘prostituta’ – e ancor di più altri sinonimi usati per indicare la donna che vende servizi sessuali – è avvolta da un tale stigma da impedire a chiunque di usarla in maniera neutra. Tanto che si deve far ricorso a neologismi – escort, sex worker, lavoro sessuale – per poter affrontare l’argomento senza tema di risultare offensivi. Ma da dove deriva questo stigma? Dal fatto che le prostitute vendono il proprio corpo come fosse una merce, si dice. Ma l’avvocato non fa forse qualcosa di simile quando vende le proprie competenze ai clienti, non di rado colpevoli? No, il vero scandalo della prostituzione sta nel fatto che si tratta di sesso fuori da legami impegnativi. È questo che la nostra cultura cattolica non tollera.

Marilù Oliva - Postriboli, bordelli e altre pagine dove si acquista il piacere
Dall’antichità all’epoca contemporanea, il mondo della letteratura pullula di storie che hanno per protagoniste prostitute e meretrici. Da Cicerone a Catullo, da Alberto Moravia a Dacia Maraini, passando per Guy de Maupassant, Fëdor Dostoevskij, Gabriel García Márquez e molti altri: viaggio tra le pagine che grandi scrittori e scrittrici hanno dedicato a chi del sesso ha fatto un mestiere.

Mario Sesti - Prostitute sul piccolo e grande schermo
Dalla Catherine Deneuve di Luis Buñuel alla Julia Roberts che fa innamorare Richard Gere, passando per la Audrey Hepburn di Colazione da Tiffany: tre esempi che già da soli mostrano come il cinema abbia contribuito in maniera decisiva a plasmare il nostro immaginario in materia di prostituzione. Ma vendere sesso per denaro è una pratica molto più pericolosa e tragica di quanto la settima arte sia mai riuscita a mostrare. A passeggio con uno dei più importanti critici del nostro paese tra le ‘belle di giorno’ dello schermo.

TAVOLA ROTONDA 1
Daniela Danna / Giulia Garofalo Geymonat / Monica Lanfranco Barbara Bonomi Romagnoli - Prostituzione e femminismo: un dibattito aperto
Libera scelta o stupro a pagamento, sistema di violenza o lavoro (quasi) come un altro: quattro femministe si confrontano – da posizioni piuttosto distanti – su una delle questioni più discusse all’interno del movimento, interrogandosi su quali politiche pubbliche in materia sarebbe più opportuno adottare.

ICEBERG 2 - Stati Uniti: democrazia a rischio
Elisabetta Grande - Pandemia diseguale: la lezione americana
Prima del coronavirus l’economia Usa era descritta come forte, anzi fortissima. Poco importava che quella ricchezza non fosse per nulla equamente distribuita, al punto che l’1 per cento della popolazione deteneva il doppio di ciò che possedeva il 90. Come se non bastasse, oggi qualcuno tenta di farci credere che la Covid-19 possa funzionare quale strumento di riduzione di queste disuguaglianze, che agisca come una sorta di ‘livella’, colpendo tanto i ricchi quanto i poveri. Mai narrazione è stata però più errata. E strumentale.

Fabrizio Tonello - La grande truffa del sistema elettorale americano
E se Trump fosse confermato alla Casa Bianca senza che il popolo americano abbia possibilità di esprimersi? Sembra fantapolitica ma sarebbe tecnicamente possibile. Come del resto è stato possibile che due degli ultimi tre presidenti degli Stati Uniti siano stati eletti, nel loro primo mandato, da una minoranza dei votanti. Il tutto si deve a un sistema elettorale tutt’altro che rigoroso e men che meno democratico. A riecheggiare è la domanda che nel 2002 si pose lo storico del diritto Paul Finkelman: “Com’è successo che gli Stati Uniti abbiano escogitato un modo così folle di eleggere un presidente?”.




permalink | inviato da fiordistella il 29/10/2020 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

sfoglia     settembre        novembre

https://www.facebook.com/?ref=logo https://www.facebook.com/photo.php?fbid=103550949752993&set=a.103550946419660.4947.100002942650526&type=1&source=11 Maria Antonietta Panizza

Crea il tuo badge


by Blografando&BW